Jean Piaget descrive lo sviluppo cognitivo come una sequenza di quattro stadi (senso-motorio, preoperatorio, operatorio concreto, operatorio formale), governati dai processi di assimilazione, accomodamento ed equilibrazione, attraverso cui il bambino costruisce attivamente la propria conoscenza. Lev Vygotskij, padre del socio-costruttivismo, sposta l'attenzione sul ruolo della mediazione sociale e culturale: la zona di sviluppo prossimale (ZSP) indica la distanza tra ciò che il bambino sa fare da solo e ciò che riesce a realizzare con l'aiuto di un adulto o di un pari più esperto. Jerome Bruner riprende questa intuizione elaborando, con Wood, il concetto di scaffolding, un sostegno flessibile progressivamente ritirato, e descrive tre modalità di rappresentazione della realtà: esecutiva, iconica e simbolica. Erik Erikson propone un modello psicosociale in otto stadi, ciascuno segnato da una crisi evolutiva specifica, dalla fiducia di base nella prima infanzia all'identità in adolescenza. John Bowlby e Mary Ainsworth studiano l'attaccamento come legame affettivo primario, distinguendo stili sicuro, insicuro-evitante, insicuro-ambivalente e disorganizzato. Urie Bronfenbrenner propone un modello ecologico dello sviluppo, articolato in sistemi ambientali annidati (micro, meso, eso, macro e cronosistema). Lawrence Kohlberg, ampliando l'intuizione di Piaget sulla moralità, descrive lo sviluppo del giudizio morale attraverso tre livelli e sei stadi.
Il comportamentismo studia l'apprendimento come cambiamento osservabile del comportamento: Ivan Pavlov descrive il condizionamento classico, basato sull'associazione tra stimoli; Burrhus Skinner il condizionamento operante, in cui rinforzi e punizioni modellano il comportamento; Edward Thorndike formula la legge dell'effetto attraverso l'apprendimento per prove ed errori. Il cognitivismo studia i processi interni di elaborazione delle informazioni, in particolare i sistemi di memoria (sensoriale, a breve termine o di lavoro, a lungo termine) e l'attenzione. David Ausubel distingue l'apprendimento significativo, ancorato alle conoscenze pregresse tramite organizzatori anticipati, da quello meccanico. La psicologia della Gestalt, con Köhler e Wertheimer, descrive l'apprendimento per insight, una ristrutturazione improvvisa e globale del problema. Il costruttivismo, sintesi di questi contributi, considera la conoscenza come costruzione attiva del soggetto in interazione con l'ambiente fisico e sociale.
Howard Gardner propone la teoria delle intelligenze multiple, mentre Daniel Goleman sviluppa il modello dell'intelligenza emotiva in cinque competenze (consapevolezza di sé, autoregolazione, motivazione, empatia, abilità sociali), riprendendo il costrutto elaborato da Salovey e Mayer. Robert Sternberg propone una teoria triarchica, distinguendo componenti analitica, creativa e pratica. La motivazione intrinseca, legata all'interesse per l'attività stessa, si distingue da quella estrinseca, dipendente da fattori esterni; Albert Bandura introduce il concetto di autoefficacia, la convinzione di poter riuscire in un compito, determinante per impegno e persistenza. John Flavell definisce infine la metacognizione come consapevolezza e controllo dei propri processi cognitivi, componente essenziale per un apprendimento autoregolato ed efficace, temi centrali per la progettazione didattica inclusiva.
1. Secondo Piaget, in quale stadio dello sviluppo cognitivo il bambino conosce il mondo prevalentemente attraverso l'azione motoria e l'esperienza sensoriale diretta, tipicamente da 0 a 2 anni?
Nello stadio senso-motorio (0-2 anni) l'intelligenza del bambino è legata all'azione e alla percezione, prima dello sviluppo del pensiero simbolico. (Psicologia — sviluppo (Piaget))
2. In quale fascia d'età, secondo la teoria di Piaget, si colloca tipicamente lo stadio operatorio formale, caratterizzato dalla capacità di ragionamento ipotetico-deduttivo?
Lo stadio operatorio formale, con il ragionamento astratto e ipotetico-deduttivo, si sviluppa a partire dalla preadolescenza, indicativamente dagli 11-12 anni. (Psicologia — sviluppo (Piaget))
3. Nella teoria di Piaget, come si definisce il processo attraverso cui un nuovo stimolo viene integrato in uno schema cognitivo già posseduto dal soggetto?
L'assimilazione consiste nell'incorporare una nuova informazione in uno schema mentale già esistente, senza modificarlo sostanzialmente. (Psicologia — sviluppo (Piaget))
4. Un bambino che conosce solo cani a quattro zampe vede per la prima volta un gatto e, dopo essersi reso conto che non è un cane, modifica la propria categoria mentale per includere questo nuovo tipo di animale. Secondo Piaget, questo processo è definito...
L'accomodamento consiste nel modificare uno schema cognitivo esistente per adattarlo a un'informazione nuova che non vi rientra. (Psicologia — sviluppo (Piaget))
5. L'incapacità del bambino di assumere un punto di vista diverso dal proprio, tipica del periodo preoperatorio descritto da Piaget, è definita...
L'egocentrismo infantile è la tendenza, tipica dello stadio preoperatorio, a considerare la realtà solo dal proprio punto di vista. (Psicologia — sviluppo (Piaget))
6. Secondo Piaget, la capacità di conservazione (ad esempio comprendere che la quantità di un liquido non cambia versandolo in un contenitore di forma diversa) viene tipicamente acquisita a partire da quale stadio?
La conservazione delle quantità fisiche si consolida nello stadio operatorio concreto, grazie all'acquisizione della reversibilità del pensiero. (Psicologia — sviluppo (Piaget))
7. Un bambino di 4 anni osserva due palline di plastilina identiche; quando una viene schiacciata a forma di frittella, il bambino afferma che ora 'c'è più plastilina'. Questo comportamento, per l'assenza della conservazione, è tipico dello stadio piagetiano...
L'assenza di conservazione, dovuta alla centrazione percettiva su un solo aspetto della trasformazione, è caratteristica dello stadio preoperatorio. (Psicologia — sviluppo (Piaget))
8. Il termine con cui Piaget definisce il proprio approccio allo studio dello sviluppo dell'intelligenza, incentrato sull'origine e sull'evoluzione della conoscenza nel bambino, è...
Piaget definì 'epistemologia genetica' il proprio studio scientifico dell'origine e dello sviluppo della conoscenza nell'individuo. (Psicologia — sviluppo (Piaget))
9. Quale affermazione descrive correttamente una differenza tra la posizione di Piaget e quella di Vygotskij sul rapporto tra sviluppo e apprendimento?
Per Piaget lo sviluppo cognitivo è una precondizione dell'apprendimento, mentre per Vygotskij un apprendimento ben mediato può anticipare e guidare lo sviluppo, come illustrato dalla zona di sviluppo prossimale. (Psicologia — sviluppo (Vygotskij))
10. Come definisce Vygotskij la zona di sviluppo prossimale (ZSP)?
La ZSP è definita da Vygotskij come lo spazio tra il livello di sviluppo attuale, raggiungibile in autonomia, e il livello di sviluppo potenziale, raggiungibile con l'aiuto altrui. (Psicologia — sviluppo (Vygotskij))
11. Per Vygotskij, gli strumenti psicologici come il linguaggio e i sistemi di segni svolgono principalmente la funzione di...
Per Vygotskij il linguaggio e gli altri strumenti culturali mediano il rapporto tra individuo e ambiente, permettendo il passaggio dalle funzioni psichiche elementari a quelle superiori. (Psicologia — sviluppo (Vygotskij))
12. Secondo Vygotskij, le funzioni psichiche superiori si formano innanzitutto a livello sociale, tra individui, e solo successivamente vengono interiorizzate dal singolo: questo principio è noto come...
La legge della doppia formazione afferma che ogni funzione psichica superiore appare prima sul piano interpsichico (sociale) e poi su quello intrapsichico (individuale). (Psicologia — sviluppo (Vygotskij))
13. Riguardo al linguaggio egocentrico del bambino, quale posizione è attribuibile a Vygotskij, in contrasto con l'interpretazione di Piaget?
A differenza di Piaget, che lo vede come segno di egocentrismo cognitivo, Vygotskij attribuisce al linguaggio egocentrico una funzione di autoregolazione, che si interiorizza in linguaggio interiore. (Psicologia — sviluppo (Vygotskij))
14. Un'insegnante propone a un alunno un esercizio che non riesce a risolvere da solo, ma che porta a termine con alcuni suggerimenti mirati. Secondo la prospettiva vygotskijana, questo esercizio si colloca...
Un compito svolgibile solo con l'aiuto di un adulto o di un pari più competente si colloca, per definizione, nella zona di sviluppo prossimale. (Psicologia — sviluppo (Vygotskij))
15. Nel lessico piagetiano, il termine 'schema' indica...
Lo schema è, per Piaget, l'unità cognitiva di base che organizza azioni o pensieri simili e che si modifica attraverso assimilazione e accomodamento. (Psicologia — sviluppo (Piaget))
16. Nella teoria piagetiana, il processo di bilanciamento continuo tra assimilazione e accomodamento, che permette all'organismo di adattarsi all'ambiente, è chiamato...
L'equilibrazione è il meccanismo regolatore che bilancia assimilazione e accomodamento, motore del progresso cognitivo secondo Piaget. (Psicologia — sviluppo (Piaget))
17. Quale dei seguenti NON è uno degli stadi dello sviluppo cognitivo individuati da Piaget?
Lo stadio 'identità versus confusione di ruolo' appartiene alla teoria psicosociale di Erikson, non alla teoria degli stadi cognitivi di Piaget. (Psicologia — sviluppo (Piaget))
18. La capacità di compiere mentalmente un'operazione e il suo inverso, tornando allo stato di partenza, è definita da Piaget...
La reversibilità, acquisita nello stadio operatorio concreto, è la capacità di annullare mentalmente una trasformazione tornando alla situazione iniziale. (Psicologia — sviluppo (Piaget))
19. Nel confronto tra le due prospettive, quale coppia di definizioni è corretta?
Piaget è considerato il padre del costruttivismo cognitivo individuale, Vygotskij del socio-costruttivismo che valorizza la mediazione sociale e culturale. (Psicologia — sviluppo (Vygotskij))
20. Un ragazzo di 14 anni riesce a ragionare su ipotesi astratte, a considerare più variabili contemporaneamente e a formulare deduzioni logiche su situazioni non concrete. Questo tipo di pensiero è tipico dello stadio piagetiano...
Il ragionamento ipotetico-deduttivo su contenuti astratti è la caratteristica distintiva dello stadio operatorio formale. (Psicologia — sviluppo (Piaget))
21. Secondo Vygotskij, qual è il rapporto generale tra apprendimento e sviluppo?
Per Vygotskij l'apprendimento mediato, se collocato nella zona di sviluppo prossimale, anticipa e trascina lo sviluppo cognitivo. (Psicologia — sviluppo (Vygotskij))
22. L'acquisizione della permanenza dell'oggetto, ossia la consapevolezza che un oggetto continua a esistere anche quando non è più percepibile, si sviluppa secondo Piaget durante lo stadio...
La permanenza dell'oggetto è una delle acquisizioni fondamentali dello stadio senso-motorio. (Psicologia — sviluppo (Piaget))
23. Qual è la differenza principale tra la 'zona di sviluppo prossimale' di Vygotskij e lo 'scaffolding' elaborato successivamente da Bruner e Wood?
La ZSP è un costrutto teorico che definisce il potenziale di sviluppo, mentre lo scaffolding è la pratica di sostegno, progressivamente ridotta (fading), che permette di realizzarlo. (Psicologia — sviluppo (Vygotskij))
24. Bruner individua tre modalità attraverso cui l'esperienza viene rappresentata mentalmente nel corso dello sviluppo: quali sono?
Bruner distingue tre forme di rappresentazione della realtà: esecutiva (basata sull'azione), iconica (basata su immagini) e simbolica (basata sul linguaggio e sui simboli). (Psicologia — sviluppo (Bruner))
25. La rappresentazione che Bruner definisce 'esecutiva' o 'enattiva' consiste nel...
La rappresentazione esecutiva (enattiva) è la prima a comparire e si fonda sull'azione diretta e sulla manipolazione motoria degli oggetti. (Psicologia — sviluppo (Bruner))
26. Il termine 'scaffolding', elaborato da Bruner insieme a Wood e Ross, indica...
Lo scaffolding è il sostegno graduale e adattivo che un adulto fornisce al bambino, ritirandolo progressivamente (fading) man mano che l'autonomia aumenta. (Psicologia — sviluppo (Bruner))
27. Il 'curricolo a spirale' proposto da Bruner si basa sull'idea che...
Il curricolo a spirale prevede la ripresa ciclica degli stessi contenuti fondamentali, approfonditi progressivamente a livelli di crescente complessità. (Psicologia — sviluppo (Bruner))
28. Un docente inizialmente guida passo passo un alunno nella risoluzione di un problema, poi riduce progressivamente gli aiuti fino a quando l'alunno risolve da solo problemi simili. Questa strategia didattica esemplifica in particolare...
La graduale riduzione del sostegno fornito da un esperto, man mano che l'allievo acquisisce autonomia, è l'essenza dello scaffolding. (Psicologia — sviluppo (Bruner))
29. La teoria di Erikson descrive lo sviluppo della personalità attraverso...
Erikson propone un modello di sviluppo psicosociale articolato in otto stadi, ciascuno definito da una specifica crisi evolutiva. (Psicologia — sviluppo (Erikson))
30. Qual è la prima crisi psicosociale descritta da Erikson, tipica del primo anno di vita?
La prima crisi psicosociale, 'fiducia contro sfiducia di base', si sviluppa nel primo anno di vita nella relazione con la figura di accudimento. (Psicologia — sviluppo (Erikson))
31. Nella teoria di Erikson, quale crisi psicosociale è tipicamente associata all'adolescenza?
L'adolescenza è associata da Erikson alla crisi 'identità contro confusione di ruolo', centrata sulla costruzione di un'identità personale coerente. (Psicologia — sviluppo (Erikson))
32. La crisi 'industriosità (o laboriosità) contro inferiorità', descritta da Erikson, riguarda tipicamente quale fascia d'età?
Questa crisi riguarda l'età scolare, periodo in cui il bambino sviluppa il senso di competenza attraverso l'impegno e il confronto con i compiti e i coetanei. (Psicologia — sviluppo (Erikson))
33. Un bambino di 7 anni che frequenta la scuola primaria confronta costantemente le proprie prestazioni con quelle dei compagni e trae dai risultati scolastici un senso di competenza o, al contrario, di inadeguatezza. Questa dinamica corrisponde alla crisi psicosociale eriksoniana di...
Nell'età scolare, il confronto con i compiti e con i pari alimenta la crisi 'industriosità contro inferiorità', da cui deriva il senso di competenza o di inadeguatezza. (Psicologia — sviluppo (Erikson))
34. Secondo Bowlby, l'attaccamento è definito come...
Bowlby definisce l'attaccamento come un legame affettivo primario e biologicamente predisposto, funzionale alla protezione e alla sopravvivenza del bambino. (Psicologia — sviluppo (Bowlby))
35. Attraverso la procedura della 'Strange Situation', Mary Ainsworth individuò diversi stili di attaccamento; quale dei seguenti è tra questi?
Tra gli stili individuati da Ainsworth figurano l'attaccamento sicuro, l'insicuro-evitante e l'insicuro-ambivalente, a cui si aggiunse poi il disorganizzato. (Psicologia — sviluppo (Bowlby))