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🎓 Pedagogia e teorie dell'educazione

Perché questa area conta per il sostegno

Le domande di pedagogia generale verificano se conosci gli autori e le correnti che hanno costruito il modo in cui oggi pensiamo l'educazione: non aneddoti, ma principi che tornano continuamente quando si progetta un intervento didattico individualizzato.

Dai precursori all'attivismo

Rousseau apre la strada con l'idea di un'educazione che rispetta i tempi naturali del bambino; Pestalozzi la traduce in metodo ('testa, cuore, mano'), Fröbel la applica alla prima infanzia con il gioco strutturato, Herbart fonda la pedagogia come scienza su etica e psicologia. Da qui nasce il movimento delle 'scuole nuove': Dewey (learning by doing, scuola democratica), Montessori (ambiente preparato, autoeducazione, materiale autocorrettivo), Decroly (centri di interesse, metodo globale), Claparède (educazione funzionale, interesse come motore), le sorelle Agazzi (scuola materna, museo delle cianfrusaglie) e Freinet (testo libero, tipografia scolastica, cooperazione). Un tratto comune è il puerocentrismo: il bambino, non il programma, al centro del processo educativo.

Costruttivismo, cognitivismo e Bruner

La conoscenza non si trasmette, si costruisce: Piaget la vede come costruzione individuale, Vygotskij ne sottolinea la matrice sociale (zona di sviluppo prossimale), Papert la estende al 'costruzionismo' fondato sul fare concreto. Bruner sintetizza questi apporti nelle tre forme di rappresentazione (enattiva, iconica, simbolica), nel curricolo a spirale, nello scaffolding e nell'apprendimento per scoperta guidata: idee che stanno alla base della moderna pedagogia per competenze, dove sapere, saper fare e saper essere si integrano di fronte a compiti reali.

Personalismo, pedagogia critica, complessità

Maritain e Mounier riportano al centro la persona nella sua dignità spirituale e relazionale (il secondo con un'accentuazione più comunitaria, attraverso la rivista 'Esprit'). Freire, con la critica all'educazione bancaria e il concetto di coscientizzazione, e don Milani, con la scuola di Barbiana e il motto 'I care', denunciano una scuola che seleziona ed esclude. Morin, infine, propone una pedagogia della complessità che collega i saperi invece di frammentarli.

Le radici storiche della pedagogia speciale

L'inclusione di oggi affonda le radici nei tentativi ottocenteschi di Itard con Victor dell'Aveyron e nel metodo fisiologico di Séguin, basato sull'educazione sistematica dei sensi. Montessori riprese proprio quei materiali lavorando prima con bambini con disabilità intellettiva, prima di estendere il metodo a tutta l'infanzia: un percorso storico che mostra come pedagogia speciale e pedagogia generale si siano costantemente arricchite a vicenda, fino al superamento del modello medico della disabilità.

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Preguntas de muestra (35)

1. Nell'opera 'Emilio, o dell'educazione', Jean-Jacques Rousseau sostiene che l'educazione debba:

  1. assecondare lo sviluppo naturale del fanciullo, proteggendolo dalla corruzione della società
  2. fondarsi sulla ripetizione mnemonica dei contenuti disciplinari
  3. privilegiare l'istruzione religiosa come unico fine formativo
  4. organizzare l'apprendimento attorno a centri di interesse definiti dal maestro

Per Rousseau l'educazione deve seguire la natura del bambino ('educazione negativa'), evitando di imporre precocemente nozioni e costumi degli adulti. (Pedagogia — Rousseau)

2. Johann Heinrich Pestalozzi è noto per aver fondato il proprio metodo educativo sulla formula:

  1. testa, cuore, mano, come unità di sviluppo intellettuale, morale e pratico
  2. corpo, mente, spirito come stadi separati dell'apprendimento
  3. osservazione, sperimentazione, verifica come unico metodo scientifico
  4. gioco, lavoro, disciplina come sequenza rigida dell'istruzione

Pestalozzi riassunse il proprio metodo nella formula 'testa, cuore, mano' (Kopf, Herz, Hand), indicando l'unità di intelletto, affettività e operatività nell'educazione elementare. (Pedagogia — Pestalozzi)

3. Friedrich Fröbel è considerato il fondatore del 'giardino d'infanzia' (Kindergarten) e ideò i cosiddetti 'doni' (Gaben), ovvero:

  1. materiali di gioco strutturati destinati a favorire nel bambino l'esplorazione delle forme e delle relazioni
  2. premi materiali assegnati agli allievi più diligenti al termine dell'anno scolastico
  3. test psicometrici per la misurazione precoce dell'intelligenza infantile
  4. manuali di lettura globale destinati all'apprendimento della scrittura

I 'doni' fröbeliani sono materiali di gioco (sfere, cubi, cilindri ecc.) pensati per guidare il bambino, attraverso l'attività ludica, alla scoperta di forme, relazioni spaziali e simboli. (Pedagogia — Fröbel)

4. Johann Friedrich Herbart è considerato tra i fondatori della pedagogia come scienza autonoma perché:

  1. ne fondò i principi sull'etica (per i fini) e sulla psicologia (per i mezzi), teorizzando l'istruzione educativa
  2. introdusse per primo il metodo del gioco libero come base dell'apprendimento infantile
  3. sostituì integralmente la trasmissione dei contenuti con l'apprendimento per scoperta
  4. fondò le prime case dei bambini per l'infanzia svantaggiata

Herbart fondò la pedagogia scientifica sull'etica, che ne indica i fini, e sulla psicologia, che ne indica i mezzi, elaborando il concetto di istruzione educativa e i 'gradi formali' dell'insegnamento. (Pedagogia — Herbart)

5. I 'gradi formali' dell'insegnamento, elaborati a partire da Herbart e sistematizzati dalla scuola herbartiana, indicano:

  1. una sequenza di fasi metodiche (chiarezza, associazione, sistema, metodo) attraverso cui organizzare la lezione
  2. i livelli scolastici in cui si articola il sistema di istruzione pubblica
  3. le tappe dello sviluppo cognitivo individuate empiricamente da Piaget
  4. i gradi di difficoltà crescente dei materiali sensoriali montessoriani

I gradi formali herbartiani (chiarezza, associazione, sistema, metodo, nella sistematizzazione dei suoi allievi) scandiscono il percorso didattico dalla presentazione dei contenuti alla loro sistematizzazione. (Pedagogia — Herbart)

6. Un docente organizza le lezioni evitando di anticipare nozioni astratte prima che l'alunno abbia maturato l'esperienza corrispondente, lasciando che l'apprendimento segua i tempi naturali dello sviluppo. Questo approccio richiama direttamente i principi di:

  1. Rousseau
  2. Herbart
  3. Skinner
  4. Gardner

Il rispetto dei tempi naturali dello sviluppo e la diffidenza verso un'istruzione precoce e astratta sono principi cardine dell'educazione naturale rousseauiana. (Pedagogia — Rousseau)

7. L'opera pedagogica in cui Pestalozzi espone, in forma di romanzo epistolare, il proprio metodo educativo è:

  1. Come Gertrude istruisce i suoi figli
  2. Emilio, o dell'educazione
  3. Democrazia e educazione
  4. Lettera a una professoressa

'Come Gertrude istruisce i suoi figli' è l'opera in cui Pestalozzi, tramite lettere, illustra il proprio metodo intuitivo fondato sull'osservazione diretta. (Pedagogia — Pestalozzi)

8. Quale delle seguenti affermazioni NON corrisponde al pensiero pedagogico di Fröbel?

  1. Il gioco è considerato un'attività priva di valore educativo, da limitare il più possibile
  2. Il gioco è l'attività fondamentale attraverso cui il bambino esprime e sviluppa se stesso
  3. Il giardino d'infanzia è pensato come ambiente educativo specifico per la prima infanzia
  4. I 'doni' sono materiali strutturati che accompagnano il gioco simbolico del bambino

Per Fröbel il gioco è l'attività educativa per eccellenza del bambino piccolo, non un'attività da limitare; le altre affermazioni corrispondono correttamente al suo pensiero. (Pedagogia — Fröbel)

9. Il concetto herbartiano di 'interesse molteplice' indica:

  1. la necessità di coltivare interessi differenziati (empirico, speculativo, estetico, simpatetico, sociale, religioso) per una formazione equilibrata
  2. la preferenza per un unico ambito disciplinare da approfondire in modo intensivo
  3. la motivazione estrinseca legata esclusivamente ai premi scolastici
  4. l'interesse spontaneo del bambino come unico criterio della programmazione didattica

Herbart distingue diversi tipi di interesse che l'istruzione deve coltivare in modo articolato, per formare una personalità equilibrata e non unilaterale. (Pedagogia — Herbart)

10. Un pedagogista sostiene che l'educazione popolare debba partire dall'osservazione diretta delle cose concrete prima di passare alle parole e ai concetti astratti, e applica questo principio in un istituto per l'educazione dei ceti popolari e degli orfani. Questo impianto metodologico è riconducibile a:

  1. Pestalozzi
  2. Herbart
  3. Maritain
  4. Claparède

Pestalozzi, attivo in istituti per orfani e ceti popolari (come Yverdon), fondò il proprio metodo intuitivo sull'osservazione diretta della realtà concreta come base dell'istruzione elementare. (Pedagogia — Pestalozzi)

11. L'espressione 'learning by doing', associata a John Dewey, indica un modello educativo in cui:

  1. l'apprendimento avviene attraverso l'esperienza diretta e l'azione del soggetto sulla realtà
  2. l'apprendimento si fonda sulla ripetizione di esercizi standardizzati
  3. l'insegnante trasmette il sapere attraverso lezioni frontali sistematiche
  4. l'apprendimento è guidato esclusivamente da materiali sensoriali autocorrettivi

Per Dewey la conoscenza nasce dall'esperienza e dall'azione del soggetto che interagisce attivamente con l'ambiente, non dalla trasmissione passiva di nozioni. (Pedagogia — Dewey)

12. Nel metodo Montessori, il 'materiale di sviluppo' (o materiale scientifico) è caratterizzato in particolare da:

  1. autocorrettività, che permette al bambino di riconoscere da solo l'errore senza l'intervento diretto dell'adulto
  2. l'assenza totale di regole d'uso, per favorire un gioco del tutto libero e indeterminato
  3. la necessità di una spiegazione verbale prolungata da parte della maestra prima dell'uso
  4. la funzione di premiare gli alunni più rapidi nell'esecuzione degli esercizi

I materiali montessoriani sono costruiti per essere autocorrettivi, consentendo al bambino di verificare da sé l'errore e procedere in autonomia (autoeducazione). (Pedagogia — Montessori)

13. Un'insegnante organizza l'attività didattica non per discipline separate ma attorno al bisogno primario di 'proteggersi dal freddo', integrando scienze, geografia e attività manuali intorno a questo tema. Questo impianto didattico riprende direttamente il principio dei:

  1. centri di interesse di Decroly
  2. gradi formali di Herbart
  3. materiali sensoriali di Montessori
  4. testi liberi di Freinet

Decroly organizzò il curricolo attorno a 'centri di interesse' legati ai bisogni fondamentali del bambino, superando la separazione rigida tra le discipline. (Pedagogia — Decroly)

14. Il concetto di 'educazione funzionale', elaborato da Édouard Claparède, pone al centro del processo educativo:

  1. l'interesse del bambino come motore naturale dell'attività e dell'apprendimento
  2. la disciplina esterna imposta indipendentemente dai bisogni del bambino
  3. la sola trasmissione di contenuti disciplinari codificati
  4. il condizionamento operante attraverso rinforzi sistematici

Claparède fonda l'educazione funzionale sull'idea che l'interesse, legato a un bisogno reale del bambino, sia la molla naturale di ogni apprendimento efficace. (Pedagogia — Claparède)

15. Sia Dewey sia Claparède valorizzano l'attività del bambino nell'apprendimento; tuttavia, a differenza di Dewey, che colloca l'esperienza sociale e democratica al centro della scuola-laboratorio, Claparède fonda la propria proposta pedagogica soprattutto su:

  1. una psicologia funzionale centrata sul bisogno e sull'interesse individuale come leve dell'attività mentale
  2. la costruzione di una tipografia scolastica per la stampa dei testi liberi degli alunni
  3. l'organizzazione della scuola materna attorno al 'museo delle cianfrusaglie'
  4. la teoria degli stadi dello sviluppo cognitivo verificati sperimentalmente

Claparède fonda la propria pedagogia sulla psicologia funzionale (bisogno e interesse), mentre Dewey enfatizza l'esperienza sociale e democratica nella scuola-laboratorio; la tipografia scolastica è invece propria di Freinet. (Pedagogia — Claparède)

16. Nel metodo delle sorelle Agazzi, il cosiddetto 'museo delle cianfrusaglie' consiste in:

  1. una raccolta di piccoli oggetti poveri e di uso quotidiano, portati dai bambini stessi e utilizzati a fini educativi ed espressivi
  2. una collezione di materiali sensoriali graduati per la discriminazione di forme e colori
  3. un archivio di testi liberi stampati dagli alunni con la tipografia scolastica
  4. un insieme di test psicometrici per la valutazione dello sviluppo infantile

Il 'museo delle cianfrusaglie' è la raccolta di piccoli oggetti comuni portati dai bambini, che le sorelle Agazzi utilizzavano come punto di partenza per attività di osservazione, linguaggio e vita pratica nella scuola materna. (Pedagogia — sorelle Agazzi)

17. A differenza del materiale scientifico strutturato e standardizzato ideato da Maria Montessori, l'approccio delle sorelle Agazzi alla scuola materna privilegia:

  1. l'uso di oggetti poveri della vita quotidiana e delle attività di ordine e vita pratica portate spontaneamente dai bambini
  2. l'uso esclusivo di materiali autocorrettivi costruiti secondo criteri sensoriali rigorosi
  3. l'apprendimento della lettura e della scrittura tramite metodo globale
  4. la corrispondenza interscolastica come tecnica didattica principale

Le Agazzi valorizzano oggetti comuni portati dai bambini e attività di vita pratica in un ambiente più informale, mentre Montessori impiega un materiale scientifico appositamente costruito e standardizzato. (Pedagogia — sorelle Agazzi)

18. Tra le 'tecniche Freinet' rientra la pratica del testo libero, ovvero:

  1. un elaborato scritto spontaneamente dall'alunno, poi condiviso e discusso in classe e spesso stampato con la tipografia scolastica
  2. un compito assegnato dall'insegnante su una traccia obbligatoria e uguale per tutti
  3. un esercizio di dettato ortografico da correggere collettivamente
  4. una scheda autocorrettiva di tipo montessoriano

Il testo libero è un elaborato scritto spontaneamente dal bambino secondo il proprio vissuto, poi condiviso, discusso e spesso stampato in classe: una delle tecniche cardine dell''école moderne' di Freinet. (Pedagogia — Freinet)

19. Il concetto di 'tâtonnement expérimental' (tentativo sperimentale) in Célestin Freinet indica:

  1. un processo di apprendimento per prove ed errori, in cui il bambino sperimenta attivamente e aggiusta progressivamente la propria azione
  2. una tecnica di valutazione sommativa basata su prove strutturate a risposta multipla
  3. il metodo di correzione collettiva del testo libero da parte dell'insegnante
  4. la classificazione dei materiali sensoriali per grado di difficoltà crescente

Il 'tâtonnement expérimental' è per Freinet la modalità naturale con cui il bambino apprende sperimentando per tentativi, in analogia con il metodo scientifico. (Pedagogia — Freinet)

20. Nell'opera 'Democrazia e educazione', John Dewey sostiene che la scuola debba essere:

  1. un ambiente sociale in cui si sperimentano concretamente pratiche di vita democratica e cooperativa
  2. un'istituzione separata dalla vita sociale, dedicata esclusivamente alla trasmissione teorica del sapere
  3. organizzata secondo una gerarchia rigida di premi e punizioni
  4. fondata sulla ripetizione mnemonica dei contenuti disciplinari

Per Dewey la scuola è essa stessa una forma di vita sociale, un laboratorio in cui si praticano concretamente cooperazione e democrazia, non un luogo separato dalla vita. (Pedagogia — Dewey)

21. Il concetto di 'mente assorbente', elaborato da Maria Montessori, descrive:

  1. la capacità del bambino piccolo di assimilare inconsapevolmente e globalmente gli stimoli dell'ambiente circostante
  2. la capacità dell'adulto di trasmettere consapevolmente contenuti disciplinari complessi
  3. la memoria a lungo termine così come descritta dal cognitivismo contemporaneo
  4. la capacità dei materiali sensoriali di correggere automaticamente l'errore

La 'mente assorbente' indica, in Montessori, la particolare modalità con cui il bambino nei primi anni di vita assorbe in modo inconsapevole e totale gli stimoli dell'ambiente, costruendo così le proprie strutture psichiche. (Pedagogia — Montessori)

22. I 'periodi sensitivi' descritti da Montessori sono:

  1. fasi transitorie dello sviluppo in cui il bambino mostra una speciale sensibilità verso l'acquisizione di determinate abilità (es. linguaggio, ordine)
  2. i momenti della giornata scolastica dedicati alle attività sensoriali strutturate
  3. le tappe dello sviluppo morale individuate da Kohlberg
  4. i periodi dell'anno in cui si svolgono le verifiche periodiche

I periodi sensitivi sono finestre temporanee di particolare recettività del bambino verso specifici apprendimenti; se non sfruttate adeguatamente, l'acquisizione risulta più faticosa. (Pedagogia — Montessori)

23. Il 'metodo globale' proposto da Decroly per l'apprendimento della lettura si fonda sul principio secondo cui:

  1. la percezione infantile procede dal tutto (parole, frasi) alle parti (sillabe, lettere), e non viceversa
  2. la lettura si apprende esclusivamente a partire dal riconoscimento isolato delle singole lettere dell'alfabeto
  3. la scrittura deve precedere sempre la lettura nell'ordine di insegnamento
  4. l'apprendimento della lettura richiede l'uso di materiale sensoriale autocorrettivo

Decroly, fondandosi sulla 'funzione di globalizzazione' della percezione infantile, propone di partire da unità significative globali (parole, frasi) per poi giungere all'analisi delle parti. (Pedagogia — Decroly)

24. Un'insegnante di scuola dell'infanzia predispone un ambiente con arredi a misura di bambino, materiali ordinati e accessibili, in cui gli alunni scelgono liberamente l'attività e la portano a termine in autonomia, con l'adulto in funzione di guida discreta. Questo modello organizzativo richiama direttamente i principi di:

  1. Montessori
  2. Herbart
  3. Skinner
  4. Gardner

L'ambiente preparato, la libera scelta dell'attività e l'autoeducazione in un contesto ordinato e a misura di bambino sono tratti distintivi del metodo Montessori. (Pedagogia — Montessori)

25. Secondo John Dewey, non ogni esperienza ha valore educativo: un'esperienza è 'educativa' quando:

  1. possiede continuità con le esperienze successive e favorisce la crescita ulteriore del soggetto
  2. si esaurisce in sé stessa senza alcun collegamento con esperienze future
  3. è imposta dall'esterno indipendentemente dagli interessi del soggetto
  4. riproduce fedelmente un contenuto disciplinare codificato

Per Dewey (in 'Esperienza e educazione') il criterio di educatività di un'esperienza è la sua continuità, cioè la capacità di aprire e favorire ulteriori esperienze di crescita. (Pedagogia — Dewey)

26. Nel metodo delle sorelle Agazzi, i 'contrassegni' sono:

  1. piccoli simboli o immagini che permettono al bambino non ancora in grado di leggere di riconoscere i propri oggetti personali
  2. i materiali sensoriali graduati secondo il criterio dell'errore controllato
  3. i simboli utilizzati nella Comunicazione Aumentativa Alternativa
  4. le schede di valutazione periodica predisposte dalla maestra

I contrassegni sono simboli figurati che le sorelle Agazzi utilizzavano per permettere ai bambini piccoli, non ancora alfabetizzati, di riconoscere i propri oggetti e il proprio posto a scuola. (Pedagogia — sorelle Agazzi)

27. Il motto associato a Decroly, secondo cui la scuola dovrebbe essere 'per la vita, mediante la vita', esprime l'idea che:

  1. l'istruzione debba preparare all'esistenza concreta partendo da attività ed esperienze reali, non da nozioni astratte scollegate dal vissuto
  2. la scuola debba occuparsi solo di educazione civica e non di contenuti disciplinari
  3. l'apprendimento debba avvenire esclusivamente fuori dall'edificio scolastico
  4. la valutazione debba basarsi unicamente su prove pratiche di vita quotidiana

Con questo motto Decroly intende una scuola che prepari alla vita partendo da esperienze e bisogni reali del bambino, superando un insegnamento astratto e nozionistico. (Pedagogia — Decroly)

28. Nel lessico montessoriano, il termine 'autoeducazione' indica:

  1. la capacità del bambino di formarsi attraverso l'attività autonoma svolta in un ambiente predisposto e con materiali adeguati
  2. l'assenza totale della figura dell'insegnante nel processo educativo
  3. l'apprendimento esclusivamente teorico, senza manipolazione di materiali concreti
  4. la valutazione che l'alunno compie di sé stesso al termine dell'anno scolastico

L'autoeducazione montessoriana non implica l'assenza dell'adulto, ma la centralità dell'attività autonoma del bambino, resa possibile da un ambiente preparato e da materiali adeguati; la maestra svolge un ruolo di guida discreta. (Pedagogia — Montessori)

29. Édouard Claparède fu tra i fondatori, a Ginevra, di un istituto che divenne un importante centro di ricerca in psicologia dell'educazione, cui in seguito fu associato anche Jean Piaget:

  1. l'Institut Jean-Jacques Rousseau
  2. la Scuola di Barbiana
  3. l'École de l'Ermitage
  4. la Casa dei Bambini

Claparède fondò a Ginevra, nel 1912, l'Institut Jean-Jacques Rousseau, che divenne un importante centro di ricerca in psicologia e scienze dell'educazione, in seguito diretto anche da Piaget. (Pedagogia — Claparède)

30. Rosa e Carolina Agazzi elaborarono il proprio metodo educativo lavorando in particolare in:

  1. scuole materne per l'infanzia
  2. istituti universitari di psicologia sperimentale
  3. scuole secondarie di secondo grado
  4. istituti di formazione per insegnanti tecnico-pratici

Le sorelle Agazzi svilupparono il proprio metodo lavorando con bambini in età prescolare, dando un contributo fondamentale al modello italiano di scuola materna. (Pedagogia — sorelle Agazzi)

31. Una classe realizza un giornalino scolastico con testi scritti spontaneamente dagli alunni, composto con tecniche di stampa artigianale a scuola, e lo scambia con quello di un'altra classe di un paese diverso. Questa pratica didattica è tipicamente riconducibile a:

  1. Freinet
  2. Decroly
  3. Herbart
  4. Maritain

La tipografia scolastica, il testo libero e la corrispondenza interscolastica sono tecniche didattiche caratteristiche della pedagogia di Célestin Freinet. (Pedagogia — Freinet)

32. Il termine 'puerocentrismo', spesso associato al movimento delle scuole nuove, indica:

  1. una prospettiva pedagogica che colloca il bambino, con i suoi bisogni e interessi, al centro del processo educativo
  2. un metodo di valutazione basato esclusivamente su prove standardizzate
  3. un approccio che affida all'insegnante il controllo assoluto dei contenuti e dei tempi di apprendimento
  4. una teoria dello sviluppo morale articolata in stadi successivi

Il puerocentrismo, tratto comune del movimento attivista, sposta il baricentro dell'educazione dal programma e dall'insegnante al bambino, ai suoi interessi e al suo sviluppo. (Pedagogia — Attivismo pedagogico)

33. Nella pedagogia di Freinet, la cooperazione tra alunni si concretizza, tra l'altro, nel:

  1. consiglio di cooperativa di classe, in cui gli alunni discutono e organizzano collettivamente la vita scolastica
  2. sistema di premi individuali assegnati dall'insegnante ai migliori risultati
  3. utilizzo esclusivo di materiale sensoriale autocorrettivo individuale
  4. metodo globale per l'apprendimento della lettura

Freinet promuove forme di autogoverno cooperativo della classe, come il consiglio di cooperativa, in cui gli alunni partecipano attivamente all'organizzazione della vita scolastica. (Pedagogia — Freinet)

34. Quale delle seguenti affermazioni NON è coerente con il pensiero di John Dewey?

  1. La conoscenza precede sempre l'esperienza e va trasmessa indipendentemente dal contesto d'uso
  2. L'apprendimento efficace nasce dall'interazione attiva tra soggetto e ambiente
  3. La scuola ha una funzione sociale e democratica, non solo istruttiva
  4. Il pensiero riflessivo si attiva a partire da situazioni problematiche reali

Per Dewey è l'esperienza attiva del soggetto nell'ambiente a generare la conoscenza, non una trasmissione di nozioni scollegate dal contesto e precedente all'esperienza stessa. (Pedagogia — Dewey)

35. In una classe, un insegnante introduce un nuovo argomento partendo da una situazione problematica concreta, guida gli alunni a formulare ipotesi, verificarle attraverso l'azione e trarne conclusioni condivise. Questa sequenza didattica si ispira principalmente al metodo:

  1. del problem solving e del pensiero riflessivo di Dewey
  2. del 'museo delle cianfrusaglie' delle sorelle Agazzi
  3. dei gradi formali di Herbart
  4. dell'educazione negativa di Rousseau

La sequenza situazione problematica-ipotesi-verifica sperimentale-conclusione riproduce il metodo del pensiero riflessivo elaborato da Dewey come modello di apprendimento e indagine. (Pedagogia — Dewey)

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