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🏫 Organizzazione scolastica, autonomia e Piano per l'inclusione

Autonomia scolastica

Il DPR 275/1999, attuativo dell'art. 21 della L. 59/1997, disciplina l'autonomia delle istituzioni scolastiche: autonomia didattica (art. 4: metodologie, tempi di insegnamento, curricolo, recupero e sostegno), autonomia organizzativa (art. 5: flessibilità di orario, calendario, gruppi di alunni) e autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo (art. 6: formazione, aggiornamento, innovazione metodologica). L'autonomia si esercita nel rispetto della libertà di insegnamento e del diritto ad apprendere. Il documento fondamentale che esprime l'identità della scuola è il Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF), elaborato dal collegio dei docenti sugli indirizzi del dirigente scolastico e approvato dal Consiglio di istituto.

Organi collegiali

Il D.Lgs 297/1994 (Testo Unico) disciplina gli organi collegiali: il Collegio dei docenti, presieduto dal dirigente scolastico, cura la programmazione educativo-didattica, la valutazione periodica e l'adozione dei libri di testo; il Consiglio di istituto, presieduto da un genitore eletto tra i suoi membri, adotta il regolamento d'istituto e delibera sull'organizzazione della vita scolastica, approvando il PTOF su proposta del collegio; il Consiglio di classe formula proposte sull'azione didattica della classe; la Giunta esecutiva predispone il programma annuale; il Comitato di valutazione si esprime sul periodo di formazione e prova dei docenti. In ottica inclusiva, il GLI (Gruppo di Lavoro per l'Inclusione, D.Lgs 66/2017) supporta il collegio dei docenti nella definizione del Piano per l'inclusione, mentre il GLO (Gruppo di Lavoro Operativo) opera sul singolo alunno con disabilità per l'elaborazione e la verifica del PEI.

Documenti della scuola

Oltre al PTOF, la scuola redige il Piano per l'inclusione (già Piano Annuale per l'Inclusività), parte integrante del PTOF e predisposto dal GLI, che rileva bisogni e risorse per l'inclusività dell'istituto; il Regolamento d'istituto, che disciplina l'organizzazione interna; il Patto educativo di corresponsabilità (DPR 235/2007), che condivide diritti e doveri tra scuola, famiglie e studenti; il Rapporto di Autovalutazione (RAV) e il Piano di Miglioramento, nell'ambito del Sistema Nazionale di Valutazione (DPR 80/2013).

Sistema scolastico e dirigenza

Il sistema di istruzione si articola in primo ciclo (primaria e secondaria di I grado) e secondo ciclo (licei, tecnici, professionali). Il dirigente scolastico, ai sensi dell'art. 25 del D.Lgs 165/2001, assicura la gestione unitaria dell'istituzione nel rispetto delle competenze degli organi collegiali. Continuità educativa e orientamento accompagnano gli alunni, compresi quelli con disabilità, nei passaggi tra gradi scolastici, in coerenza con il progetto di vita delineato nel PEI.

Competenze chiave e curricolo in ottica inclusiva

Le Indicazioni Nazionali per il curricolo (2012, integrate dai 'Nuovi scenari' 2018) e le otto competenze chiave europee (Raccomandazione del Consiglio UE del 22 maggio 2018) orientano la progettazione didattica, che per gli alunni con disabilità viene personalizzata nel PEI, senza rinunciare a un riferimento comune e inclusivo.

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Preguntas de muestra (35)

1. Il DPR 275/1999 introduce e disciplina, a livello nazionale, il/la:

  1. Regolamento dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, attuativo dell'art. 21 della L. 59/1997
  2. Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione (D.Lgs 297/1994)
  3. Modello nazionale di Piano Educativo Individualizzato su base ICF
  4. Sistema Nazionale di Valutazione delle istituzioni scolastiche

Il DPR 275/1999 è il Regolamento dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, emanato in attuazione dell'art. 21 della L. 59/1997. (Organizzazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

2. Quali forme di autonomia riconosce alle istituzioni scolastiche il DPR 275/1999?

  1. Autonomia finanziaria assoluta e potestà legislativa regionale
  2. Autonomia didattica, organizzativa e di ricerca, sperimentazione e sviluppo
  3. Autonomia esclusivamente amministrativa e contabile
  4. Autonomia didattica soltanto, senza margini organizzativi

Il DPR 275/1999 riconosce alle scuole autonomia didattica, organizzativa e di ricerca, sperimentazione e sviluppo, oltre all'autonomia amministrativa, organizzativa e contabile. (Organizzazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

3. L'autonomia didattica, disciplinata dall'art. 4 del DPR 275/1999, riguarda in particolare:

  1. L'adattamento del calendario scolastico e la flessibilità dell'orario complessivo delle lezioni
  2. La progettazione formativa e la ricerca valutativa, compresa la formazione e l'aggiornamento del personale
  3. Le scelte di metodologie, strumenti didattici, tempi di insegnamento e articolazione del curricolo, comprese le iniziative di recupero e sostegno
  4. La stipula di accordi di rete con altre istituzioni scolastiche per la gestione comune di servizi

L'autonomia didattica (art. 4 DPR 275/1999) riguarda metodologie, tempi e curricolo; la flessibilità di calendario e orario è invece propria dell'autonomia organizzativa (art. 5). (Organizzazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

4. L'autonomia organizzativa, disciplinata dall'art. 5 del DPR 275/1999, si esprime in particolare attraverso:

  1. La scelta delle metodologie didattiche e la definizione del curricolo obbligatorio e facoltativo
  2. La progettazione della ricerca educativa e della sperimentazione metodologica e disciplinare
  3. L'adozione dei libri di testo e la valutazione periodica degli apprendimenti
  4. La flessibilità dell'orario complessivo delle lezioni e delle singole discipline e l'adattamento del calendario scolastico

L'autonomia organizzativa (art. 5 DPR 275/1999) riguarda la flessibilità dell'orario e l'adattamento del calendario scolastico; l'articolazione modulare dei gruppi di alunni appartiene invece all'autonomia didattica (art. 4). (Organizzazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

5. L'autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo, prevista dall'art. 6 del DPR 275/1999, comprende in particolare:

  1. La progettazione formativa e la ricerca valutativa, la formazione e l'aggiornamento del personale, l'innovazione metodologica e disciplinare
  2. La definizione dei tempi di insegnamento delle singole discipline
  3. La composizione del Consiglio di istituto e la durata in carica dei suoi membri
  4. La flessibilità dell'orario delle lezioni e del calendario scolastico

L'art. 6 del DPR 275/1999 riserva alle scuole autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo, comprensiva di formazione, aggiornamento e innovazione metodologica. (Organizzazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

6. Il documento fondamentale che, ai sensi del DPR 275/1999 (come modificato dalla L. 107/2015), esplicita l'identità culturale e progettuale dell'istituzione scolastica e la sua progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa è:

  1. Il Piano Annuale per l'Inclusività
  2. Il Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF)
  3. Il Regolamento d'istituto
  4. Il Rapporto di Autovalutazione (RAV)

Il PTOF, disciplinato dall'art. 3 del DPR 275/1999 come sostituito dalla L. 107/2015, è il documento fondamentale costitutivo dell'identità della scuola. (Organizzazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

7. Quale delle seguenti affermazioni sull'autonomia scolastica introdotta dal DPR 275/1999 è ERRATA?

  1. Trova il proprio fondamento nell'art. 21 della L. 59/1997
  2. Riconosce autonomia didattica, organizzativa e di ricerca, sperimentazione e sviluppo
  3. Attribuisce alle scuole potestà legislativa in materia di ordinamenti degli studi
  4. Si esercita nel rispetto della libertà di insegnamento e del diritto all'apprendimento degli alunni

L'autonomia scolastica non attribuisce alle istituzioni scolastiche potestà legislativa: si tratta di autonomia funzionale esercitata nell'ambito e nei limiti fissati dalla normativa statale. (Organizzazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

8. Un collegio dei docenti intende introdurre la flessibilità dell'orario delle lezioni e l'adattamento del calendario scolastico. Tale scelta rientra nell'ambito:

  1. Dell'autonomia di ricerca e sperimentazione (art. 6 DPR 275/1999)
  2. Della competenza esclusiva del Consiglio di istituto in materia contabile
  3. Della competenza del Comitato di valutazione dei docenti
  4. Dell'autonomia organizzativa (art. 5 DPR 275/1999)

La flessibilità dell'orario delle lezioni e l'adattamento del calendario scolastico rientrano nell'autonomia organizzativa, disciplinata dall'art. 5 del DPR 275/1999. (Organizzazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

9. Una scuola avvia un progetto di ricerca-azione in collaborazione con un'università per sperimentare nuove metodologie didattiche inclusive. Tale iniziativa si fonda su quale forma di autonomia prevista dal DPR 275/1999?

  1. Autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo (art. 6)
  2. Autonomia didattica (art. 4)
  3. Autonomia organizzativa (art. 5)
  4. Autonomia finanziaria e contabile

Progetti di ricerca-azione e sperimentazione metodologica in collaborazione con università rientrano nell'autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo (art. 6 DPR 275/1999). (Organizzazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

10. Il curricolo di istituto, elaborato da ciascuna scuola nell'ambito della propria autonomia didattica, si articola in:

  1. Esclusivamente discipline decise a livello di singolo Consiglio di classe
  2. Quota nazionale obbligatoria e quota riservata alle istituzioni scolastiche, definita anche in relazione alle esigenze del contesto
  3. Un elenco di materie stabilito annualmente dal Consiglio di istituto senza vincoli nazionali
  4. Le sole attività opzionali facoltative scelte dalle famiglie

Il curricolo di istituto combina una quota nazionale obbligatoria con una quota riservata alle scelte della scuola, nel rispetto degli obiettivi generali del sistema di istruzione. (Organizzazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

11. In base al DPR 275/1999, la flessibilità didattica e organizzativa consente alle scuole, tra l'altro, di:

  1. Modificare autonomamente la durata legale dei cicli di istruzione stabilita dalla normativa statale
  2. Sostituire integralmente le Indicazioni Nazionali con un curricolo locale svincolato da riferimenti nazionali
  3. Riservare una quota del curricolo alle scelte dell'istituzione scolastica, nel rispetto degli obiettivi generali e degli standard nazionali del sistema di istruzione
  4. Derogare all'obbligo di adottare un Piano Triennale dell'Offerta Formativa

La flessibilità prevista dal DPR 275/1999 consente margini di scelta curricolare alla scuola, ma sempre nel rispetto degli obiettivi generali e degli ordinamenti nazionali, senza intaccare la durata dei cicli. (Organizzazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

12. Il Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF), previsto dall'art. 3 del DPR 275/1999 come modificato dalla L. 107/2015, è:

  1. Il piano annuale predisposto esclusivamente dal Gruppo di Lavoro per l'Inclusione
  2. Un documento a validità annuale che sostituisce il regolamento d'istituto
  3. Un atto di esclusiva competenza del dirigente scolastico, non soggetto ad approvazione collegiale
  4. Il documento fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale della scuola, elaborato dal collegio dei docenti e approvato dal Consiglio di istituto

Il PTOF è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi del dirigente scolastico ed è approvato dal Consiglio di istituto, con validità triennale. (Organizzazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

13. Il fondamento normativo primario dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, poi disciplinata in dettaglio dal DPR 275/1999, è rinvenibile:

  1. Nell'art. 21 della L. 59/1997
  2. Nell'art. 3 della Costituzione
  3. Nella L. 107/2015 in via esclusiva
  4. Nel D.Lgs 165/2001

L'art. 21 della L. 59/1997 ('Bassanini') costituisce il fondamento legislativo dell'autonomia scolastica, poi attuata con il DPR 275/1999. (Organizzazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

14. Nell'esercizio dell'autonomia scolastica prevista dal DPR 275/1999, le istituzioni scolastiche:

  1. Sono libere di stabilire autonomamente la durata dell'obbligo scolastico nazionale
  2. Operano nel rispetto della libertà di insegnamento, della libertà di scelta educativa delle famiglie e del diritto ad apprendere
  3. Possono derogare liberamente ai criteri nazionali di reclutamento del personale docente
  4. Assumono potestà regolamentare equiparata a quella degli enti locali in materia edilizia

L'autonomia scolastica si esercita sempre nel rispetto della libertà di insegnamento, della libertà educativa delle famiglie e del diritto di apprendere degli alunni. (Organizzazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

15. Il POF, previsto dal testo originario del DPR 275/1999, è stato trasformato in PTOF (Piano Triennale dell'Offerta Formativa) a seguito di quale intervento normativo?

  1. Il D.Lgs 66/2017, che lo ha reso parte integrante del Piano per l'inclusione
  2. Il DI 182/2020, in occasione dell'introduzione del modello nazionale di PEI
  3. La L. 107/2015 ('Buona Scuola'), che ne ha esteso l'orizzonte temporale a tre anni
  4. Il D.Lgs 297/1994, che lo ha istituito per la prima volta

La L. 107/2015 ha modificato l'art. 3 del DPR 275/1999, trasformando il POF (annuale) in PTOF, con validità triennale. (Organizzazione scolastica — Autonomia scolastica (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

16. Il Collegio dei docenti, disciplinato dal D.Lgs 297/1994, è composto:

  1. Dai soli docenti coordinatori di classe, presieduto da un docente eletto tra i membri
  2. Da rappresentanti di docenti, genitori e ATA in numero paritario
  3. Dal dirigente scolastico e dal solo personale amministrativo
  4. Da tutti i docenti in servizio nell'istituzione scolastica ed è presieduto dal dirigente scolastico

Il Collegio dei docenti riunisce tutti i docenti dell'istituto ed è presieduto dal dirigente scolastico, ai sensi del D.Lgs 297/1994. (Organizzazione scolastica — Organi collegiali (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

17. Durante una seduta, il Collegio dei docenti delibera in merito alla programmazione dell'azione educativa e alla valutazione periodica dell'andamento didattico complessivo. Tale deliberazione rientra tra le competenze:

  1. Del Collegio dei docenti, ai sensi del D.Lgs 297/1994
  2. Del Consiglio di istituto
  3. Della Giunta esecutiva
  4. Del Comitato di valutazione

La cura della programmazione dell'azione educativa e la valutazione periodica dell'andamento didattico sono competenze proprie del Collegio dei docenti. (Organizzazione scolastica — Organi collegiali (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

18. Il Consiglio di istituto (o di circolo), previsto dal D.Lgs 297/1994, è composto da rappresentanti:

  1. Dei soli docenti e del dirigente scolastico
  2. Del dirigente scolastico, dei docenti, dei genitori e del personale ATA (e, nella secondaria di II grado, anche degli studenti)
  3. Delle sole famiglie e del personale ATA
  4. Del dirigente scolastico e dei rappresentanti sindacali

Il Consiglio di istituto è composto da rappresentanti di tutte le componenti scolastiche: dirigente, docenti, genitori, ATA e, nella secondaria di II grado, studenti. (Organizzazione scolastica — Organi collegiali (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

19. Tra le competenze del Consiglio di istituto rientra, tipicamente:

  1. La programmazione didattica e la valutazione periodica degli apprendimenti degli alunni
  2. La progettazione delle attività di recupero e delle metodologie didattiche delle singole discipline
  3. L'adozione del regolamento d'istituto e le deliberazioni relative all'organizzazione e alla programmazione della vita e dell'attività della scuola, compresa l'approvazione del PTOF
  4. L'adozione dei libri di testo su proposta dei singoli docenti

Il Consiglio di istituto adotta il regolamento d'istituto e delibera sull'organizzazione della vita scolastica, mentre le competenze didattiche restano proprie del Collegio dei docenti. (Organizzazione scolastica — Organi collegiali (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

20. In un istituto scolastico si discute se una determinata competenza spetti al Collegio dei docenti o al Consiglio di istituto. Quale delle seguenti competenze NON spetta al Consiglio di istituto?

  1. L'adozione del regolamento d'istituto
  2. L'approvazione del Piano Triennale dell'Offerta Formativa
  3. Le deliberazioni in materia di organizzazione e programmazione della vita della scuola
  4. L'adozione dei libri di testo

L'adozione dei libri di testo è competenza del Collegio dei docenti, non del Consiglio di istituto. (Organizzazione scolastica — Organi collegiali (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

21. Il Consiglio di classe (o di interclasse/intersezione), previsto dal D.Lgs 297/1994, è composto da:

  1. Tutti i docenti della classe e dai rappresentanti eletti dei genitori (e, nella secondaria di II grado, anche degli studenti)
  2. Il solo dirigente scolastico e il coordinatore di classe
  3. Tutti i docenti dell'istituto, indipendentemente dalla classe di insegnamento
  4. I soli rappresentanti dei genitori eletti nella classe

Il Consiglio di classe riunisce i docenti della classe e i rappresentanti eletti di genitori (e studenti, nella secondaria di II grado). (Organizzazione scolastica — Organi collegiali (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

22. Una delle funzioni tipiche del Consiglio di classe è:

  1. Approvare il bilancio preventivo dell'istituto
  2. Formulare proposte in ordine all'azione educativa e didattica e verificare l'andamento complessivo dell'attività didattica nella classe
  3. Deliberare in via definitiva l'adozione del PTOF
  4. Nominare il dirigente scolastico

Il Consiglio di classe formula proposte sull'azione educativo-didattica e ne verifica l'andamento, agevolando i rapporti tra docenti, genitori e studenti. (Organizzazione scolastica — Organi collegiali (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

23. La Giunta esecutiva, prevista dal D.Lgs 297/1994, è:

  1. L'organo che sostituisce il Collegio dei docenti nelle decisioni didattiche urgenti
  2. Il gruppo di lavoro competente in via esclusiva per la redazione del Piano per l'inclusione
  3. Un organo composto da una rappresentanza ristretta del Consiglio di istituto, con funzioni prevalentemente di predisposizione del programma annuale e di supporto all'attività del Consiglio stesso
  4. L'organo che presiede le sedute del Collegio dei docenti in assenza del dirigente scolastico

La Giunta esecutiva è un organo ristretto, espressione del Consiglio di istituto, con funzioni istruttorie e di predisposizione del programma annuale/bilancio. (Organizzazione scolastica — Organi collegiali (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

24. Chi presiede, di norma, le sedute del Collegio dei docenti?

  1. Il docente più anziano per anzianità di servizio
  2. Un genitore eletto tra i membri del Consiglio di istituto
  3. Il coordinatore delle attività di sostegno
  4. Il dirigente scolastico

Il Collegio dei docenti è presieduto dal dirigente scolastico. (Organizzazione scolastica — Organi collegiali (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

25. Il Comitato di valutazione dei docenti, tra le sue funzioni, si occupa in particolare di:

  1. Esprimersi sul periodo di formazione e prova del personale docente e sui criteri per la valorizzazione dei docenti
  2. Approvare il regolamento d'istituto
  3. Redigere il Piano per l'inclusione
  4. Deliberare sull'adozione dei libri di testo

Il Comitato di valutazione esprime parere sul superamento del periodo di formazione e prova dei docenti e individua i criteri per la valorizzazione del merito. (Organizzazione scolastica — Organi collegiali (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

26. Un docente neoassunto deve essere valutato al termine dell'anno di formazione e prova. Quale organo collegiale è chiamato a esprimersi in merito, secondo la normativa vigente?

  1. Il Consiglio di istituto
  2. Il Comitato di valutazione dei docenti
  3. La Giunta esecutiva
  4. Il Consiglio di classe

Il Comitato di valutazione dei docenti esprime il parere sul superamento del periodo di formazione e prova del personale neoassunto. (Organizzazione scolastica — Organi collegiali (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

27. Il Gruppo di Lavoro per l'Inclusione (GLI), istituito a livello di istituto ai sensi del D.Lgs 66/2017, ha tra i suoi compiti quello di:

  1. Sostituire il Consiglio di classe nella valutazione degli alunni con disabilità
  2. Redigere il PEI del singolo alunno con disabilità, in luogo del GLO
  3. Supportare il Collegio dei docenti nella definizione e nella realizzazione del Piano per l'inclusione, rilevando i bisogni e proponendo l'utilizzo funzionale delle risorse
  4. Approvare in via definitiva il PTOF dell'istituto

Il GLI supporta il Collegio dei docenti nella definizione e realizzazione del Piano per l'inclusione, rilevando bisogni e risorse a livello di istituto. (Organizzazione scolastica — Organi collegiali (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

28. Quale delle seguenti affermazioni sulla distinzione tra GLI e GLO è ERRATA?

  1. Il GLI opera a livello di istituto, mentre il GLO opera a livello di singolo alunno
  2. Il GLO concorre alla definizione e alla verifica del PEI dell'alunno con disabilità
  3. Il GLI supporta il Collegio dei docenti nella definizione del Piano per l'inclusione
  4. Il GLI e il GLO coincidono, trattandosi dello stesso organo con denominazioni diverse

GLI e GLO sono organi distinti: il GLI opera a livello di istituto sul Piano per l'inclusione, il GLO opera sul singolo alunno per la definizione del PEI. (Organizzazione scolastica — Organi collegiali (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

29. Chi compone tipicamente il GLI d'istituto, secondo l'impostazione del D.Lgs 66/2017?

  1. Docenti curricolari e di sostegno, componenti dell'amministrazione e del personale ATA, e, ove possibile, rappresentanti dei genitori e delle associazioni/enti coinvolti
  2. Solo i docenti di sostegno dell'istituto
  3. Solo il dirigente scolastico e il DSGA
  4. Solo i rappresentanti degli studenti

Il GLI ha composizione mista: docenti curricolari e di sostegno, personale della scuola e, ove possibile, rappresentanti di genitori e servizi del territorio. (Organizzazione scolastica — Organi collegiali (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

30. Il presidente del Consiglio di istituto, ai sensi del D.Lgs 297/1994, è eletto dal Consiglio stesso tra:

  1. I rappresentanti dei docenti componenti del Consiglio
  2. I rappresentanti dei genitori componenti del Consiglio
  3. Il dirigente scolastico, quale membro di diritto
  4. I rappresentanti del personale ATA

Il Consiglio di istituto elegge il proprio presidente tra i rappresentanti dei genitori che ne fanno parte. (Organizzazione scolastica — Organi collegiali (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

31. Il dirigente scolastico, all'interno del Consiglio di istituto, riveste il ruolo di:

  1. Presidente dell'organo in ogni ordine e grado di scuola
  2. Membro esterno privo di diritto di voto
  3. Membro di diritto, senza funzioni di presidenza dell'organo
  4. Segretario verbalizzante obbligatorio delle sedute

Il dirigente scolastico è membro di diritto del Consiglio di istituto, mentre la presidenza spetta a un genitore eletto tra i suoi componenti. (Organizzazione scolastica — Organi collegiali (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

32. Il Collegio dei docenti di un istituto comprensivo deve deliberare sull'adozione dei libri di testo per l'anno scolastico successivo e sulle iniziative di aggiornamento dei docenti. Tali competenze spettano:

  1. Al Consiglio di istituto
  2. Al Comitato di valutazione
  3. Alla Giunta esecutiva
  4. Al Collegio dei docenti, secondo le previsioni del D.Lgs 297/1994

L'adozione dei libri di testo e la promozione di iniziative di aggiornamento rientrano tra le competenze del Collegio dei docenti. (Organizzazione scolastica — Organi collegiali (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

33. I Dipartimenti disciplinari, articolazioni funzionali del Collegio dei docenti diffuse soprattutto nella scuola secondaria, svolgono tipicamente compiti di:

  1. Coordinamento didattico tra docenti della stessa disciplina o area disciplinare, con proposta di programmazioni comuni e criteri di valutazione condivisi
  2. Approvazione definitiva del bilancio dell'istituto
  3. Elezione dei rappresentanti dei genitori negli organi collegiali
  4. Redazione esclusiva del regolamento di disciplina degli studenti

I Dipartimenti disciplinari coordinano i docenti della stessa disciplina o area, elaborando proposte di programmazione e criteri di valutazione comuni, a supporto del Collegio dei docenti. (Organizzazione scolastica — Organi collegiali (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

34. Il Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF) è elaborato da:

  1. Il solo dirigente scolastico, senza il coinvolgimento degli organi collegiali
  2. Il Collegio dei docenti, sulla base degli indirizzi per le attività della scuola definiti dal dirigente scolastico, ed è approvato dal Consiglio di istituto
  3. Il Consiglio di istituto in via esclusiva, su proposta delle famiglie
  4. Il Gruppo di Lavoro per l'Inclusione, in quanto documento riferito ai soli alunni con BES

Il PTOF è elaborato dal Collegio dei docenti sulla base degli indirizzi del dirigente scolastico e approvato dal Consiglio di istituto. (Organizzazione scolastica — Documenti della scuola (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

35. Il Piano per l'inclusione (già Piano Annuale per l'Inclusività, PAI), previsto dal D.Lgs 66/2017, è:

  1. Il documento individuale che sostituisce il PEI per gli alunni con disabilità grave
  2. Il regolamento che disciplina il funzionamento degli organi collegiali
  3. Un documento, parte integrante del PTOF, che rileva i bisogni e definisce gli obiettivi di miglioramento dell'inclusività della scuola, predisposto dal GLI
  4. Il verbale delle sedute del Consiglio di istituto dedicate ai temi dell'inclusione

Il Piano per l'inclusione è parte integrante del PTOF, predisposto dal GLI, e rileva bisogni e obiettivi di miglioramento dell'inclusività a livello di istituto. (Organizzazione scolastica — Documenti della scuola (DPR 275/1999 / D.Lgs 297/1994))

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