Il quadro normativo italiano sull'inclusione scolastica (Legge 104/1992, D.Lgs 66/2017, DI 182/2020) non nasce nel vuoto: recepisce e sviluppa una serie di documenti e strumenti elaborati in sede internazionale. La prova preselettiva del TFA sostegno può chiederne date, autori e contenuti essenziali in modo autonomo, senza dare per scontato che siano solo lo sfondo della normativa nazionale.
Adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York il 13 dicembre 2006 ed entrata in vigore nel 2008, la Convenzione è stata ratificata dall'Italia con la Legge 18/2009, che ha anche istituito l'Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. L'articolo 3 ne enuncia i principi generali - dignità, autonomia, non discriminazione, partecipazione, rispetto della differenza, pari opportunità, accessibilità, uguaglianza di genere, rispetto delle capacità in evoluzione dei minori - mentre l'articolo 24 riconosce il diritto a un sistema di istruzione inclusivo a tutti i livelli. La Convenzione definisce inoltre l'accomodamento ragionevole (le modifiche individualizzate, non sproporzionate, necessarie a garantire pari condizioni) e la progettazione universale (prodotti e ambienti pensati per essere utilizzabili da tutti fin dall'origine, senza escludere gli ausili specifici quando servono). Il suo processo di elaborazione, che ha coinvolto direttamente le organizzazioni delle persone con disabilità, è all'origine del motto «nulla su di noi senza di noi».
La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, pubblicata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2001 (con la versione ICF-CY per bambini e adolescenti nel 2007), propone un modello bio-psico-sociale: descrive il funzionamento della persona come esito dell'interazione tra funzioni e strutture corporee, attività e partecipazione, fattori ambientali (facilitatori o barriere) e fattori personali, superando il modello puramente medico e distinguendosi dall'ICD, che classifica invece le malattie. In Italia è la base del Profilo di Funzionamento e del PEI.
Pubblicato per la prima volta nel Regno Unito nel 2000 da Tony Booth e Mel Ainscow, l'Index for Inclusion è uno strumento di autovalutazione partecipata rivolto alle scuole, articolato in tre dimensioni interconnesse: creare culture inclusive, produrre politiche inclusive, sviluppare pratiche inclusive. Il suo concetto chiave è la riduzione delle barriere all'apprendimento e alla partecipazione, più che la classificazione del deficit individuale.
La Dichiarazione di Salamanca (UNESCO, 1994) ha diffuso l'idea di «scuola per tutti», affermando che le scuole ordinarie con orientamento inclusivo sono il mezzo più efficace contro la discriminazione. Si inserisce nel percorso avviato dalla Dichiarazione di Jomtien (1990) e proseguito dal Quadro d'Azione di Dakar (2000) sull'Educazione per Tutti, fino all'obiettivo 4 dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite (2015), che chiede un'istruzione di qualità, equa e inclusiva, con opportunità di apprendimento permanente per tutti.
1. In quale anno l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità?
La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità è stata adottata a New York il 13 dicembre 2006. (Documenti internazionali — Convenzione ONU)
2. Con quale legge l'Italia ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità?
L'Italia ha ratificato la Convenzione con la Legge 3 marzo 2009, n. 18, istituendo anche l'Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. (Documenti internazionali — Convenzione ONU)
3. Quale articolo della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità riconosce il diritto all'istruzione inclusiva?
L'articolo 24 della Convenzione riconosce il diritto delle persone con disabilità all'istruzione e impegna gli Stati a garantire un sistema di istruzione inclusivo a tutti i livelli. (Documenti internazionali — Convenzione ONU)
4. Tra i principi generali enunciati dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità rientra il rispetto per la dignità e l'autonomia individuale delle persone, incluse la libertà di compiere le proprie scelte. Quale altro principio è esplicitamente elencato nello stesso articolo?
L'articolo 3 della Convenzione elenca tra i principi generali, insieme alla dignità e all'autonomia, anche la non discriminazione, la partecipazione, il rispetto della differenza e l'accessibilità. (Documenti internazionali — Convenzione ONU)
5. In quale città è stata adottata la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità nel dicembre 2006?
La Convenzione è stata adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. (Documenti internazionali — Convenzione ONU)
6. Secondo l'articolo 24 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, l'obbligo per gli Stati Parte riguardo all'istruzione consiste nel garantire un sistema educativo inclusivo a tutti i livelli, prevedendo anche misure di sostegno personalizzate ed efficaci. Quale espressione, coerente con il testo della Convenzione, descrive correttamente questo impegno?
L'articolo 24 impegna gli Stati a garantire un sistema di istruzione inclusivo a tutti i livelli, con misure di sostegno individualizzate in ambienti che ottimizzano lo sviluppo accademico e sociale. (Documenti internazionali — Convenzione ONU)
7. Come definisce la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità l'accomodamento ragionevole?
L'articolo 2 della Convenzione definisce l'accomodamento ragionevole come le modifiche e gli adattamenti necessari e appropriati che non impongano un onere sproporzionato, adottati caso per caso. (Documenti internazionali — Convenzione ONU)
8. Cosa si intende per progettazione universale (universal design) secondo la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità?
L'articolo 2 della Convenzione definisce la progettazione universale come la progettazione di prodotti, ambienti, programmi e servizi utilizzabili da tutti, senza necessità di adattamenti. (Documenti internazionali — Convenzione ONU)
9. Il motto 'Nulla su di noi senza di noi', associato al movimento internazionale per i diritti delle persone con disabilità, richiama quale caratteristica del processo che ha portato alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità?
Il motto sintetizza la richiesta di partecipazione diretta delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni, coinvolte in modo inedito nella stesura della Convenzione. (Documenti internazionali — Convenzione ONU)
10. Nel quadro dei principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, l'accessibilità è intesa principalmente come:
Nella Convenzione l'accessibilità è un principio trasversale che riguarda ambiente fisico, trasporti, informazione e comunicazione, condizione per l'esercizio effettivo dei diritti. (Documenti internazionali — Convenzione ONU)
11. Chi ha pubblicato l'ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) nel 2001?
L'ICF è stato pubblicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2001. (Documenti internazionali — ICF)
12. Il modello alla base dell'ICF, che integra la dimensione biologica con quella personale e sociale del funzionamento, si definisce:
L'ICF adotta un modello bio-psico-sociale che supera la visione esclusivamente medica della disabilità, integrando fattori corporei, personali e ambientali. (Documenti internazionali — ICF)
13. La versione dell'ICF dedicata specificamente a bambini e adolescenti, pubblicata nel 2007, è denominata:
L'ICF-CY (Children and Youth version) è la versione dell'ICF adattata alle caratteristiche evolutive di bambini e adolescenti, pubblicata dall'OMS nel 2007. (Documenti internazionali — ICF)
14. Tra le componenti classificate dall'ICF rientrano le funzioni e strutture corporee, le attività e partecipazione, e i fattori ambientali. Questi ultimi sono definiti come facilitatori o barriere perché:
Nell'ICF i fattori ambientali sono classificati in base al loro ruolo di facilitatori o barriere rispetto al funzionamento e alla partecipazione della persona. (Documenti internazionali — ICF)
15. A differenza dell'ICD (Classificazione Internazionale delle Malattie), che classifica diagnosi e patologie, l'ICF si concentra su:
Mentre l'ICD classifica malattie e diagnosi, l'ICF descrive il funzionamento della persona nel suo contesto di vita, a prescindere dalla causa o dalla diagnosi. (Documenti internazionali — ICF)
16. Chi sono gli autori dell'Index for Inclusion?
L'Index for Inclusion è stato elaborato da Tony Booth e Mel Ainscow come strumento di autovalutazione per lo sviluppo dell'inclusione scolastica. (Documenti internazionali — Index)
17. L'Index for Inclusion, elaborato da Booth e Ainscow, è principalmente:
L'Index for Inclusion è uno strumento di autovalutazione e sviluppo dell'inclusione, pensato per guidare le scuole in un percorso di miglioramento condiviso. (Documenti internazionali — Index)
18. L'Index for Inclusion organizza il proprio percorso di autovalutazione in tre dimensioni tra loro collegate: creare culture inclusive, produrre politiche inclusive e sviluppare pratiche inclusive. Quale delle seguenti afferma correttamente questa articolazione?
Le tre dimensioni dell'Index for Inclusion sono culture inclusive, politiche inclusive e pratiche inclusive, tra loro strettamente interconnesse. (Documenti internazionali — Index)
19. L'Index for Inclusion invita le scuole a individuare e ridurre gli ostacoli che ogni alunno può incontrare, spostando l'attenzione dal deficit individuale al contesto. Come vengono definiti questi ostacoli nello strumento?
L'Index for Inclusion utilizza l'espressione 'barriere all'apprendimento e alla partecipazione' per indicare gli ostacoli presenti nel contesto, superando la logica del deficit individuale. (Documenti internazionali — Index)
20. Nella dimensione 'creare culture inclusive' dell'Index for Inclusion, l'attenzione è rivolta principalmente a:
La dimensione delle culture riguarda la costruzione di valori condivisi e di una comunità scolastica accogliente, base su cui si fondano politiche e pratiche inclusive. (Documenti internazionali — Index)
21. L'edizione italiana dell'Index for Inclusion, curata per Erickson, ha contribuito alla diffusione dello strumento in Italia principalmente come supporto a quale tipo di percorso?
L'Index for Inclusion, diffuso in Italia anche grazie all'edizione curata per Erickson, propone un percorso di autoanalisi partecipata e di miglioramento condiviso dell'inclusione scolastica, non una procedura di certificazione clinica. (Documenti internazionali — Index)
22. In quale anno è stata adottata la Dichiarazione di Salamanca sull'educazione inclusiva?
La Dichiarazione di Salamanca è stata adottata nel 1994 in occasione della Conferenza mondiale sull'educazione dei bisogni educativi speciali, promossa dall'UNESCO. (Documenti internazionali — Salamanca)
23. Quale organizzazione internazionale ha promosso, insieme al governo spagnolo, la Conferenza da cui è nata la Dichiarazione di Salamanca?
La Conferenza mondiale sull'educazione dei bisogni educativi speciali, tenutasi a Salamanca nel 1994, fu organizzata dall'UNESCO in collaborazione con il governo spagnolo. (Documenti internazionali — Salamanca)
24. In quale paese si trova la città di Salamanca, che ha dato il nome alla Dichiarazione UNESCO del 1994 sull'educazione inclusiva?
Salamanca è una città spagnola, sede della Conferenza mondiale UNESCO del 1994 sull'educazione dei bisogni educativi speciali. (Documenti internazionali — Salamanca)
25. Il principio centrale della Dichiarazione di Salamanca, secondo cui le scuole ordinarie dovrebbero accogliere tutti i bambini a prescindere dalle loro condizioni fisiche, intellettive, sociali o linguistiche, è comunemente sintetizzato con l'espressione:
La Dichiarazione di Salamanca ha diffuso l'idea di 'scuola per tutti', sostenendo che le scuole ordinarie con orientamento inclusivo sono il mezzo più efficace per combattere le discriminazioni. (Documenti internazionali — Salamanca)
26. L'obiettivo 4 dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dalle Nazioni Unite nel 2015, riguarda:
L'obiettivo 4 dell'Agenda 2030 (Sustainable Development Goals) mira a garantire un'istruzione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento permanente per tutti. (Documenti internazionali — Agenda 2030)
27. Il movimento internazionale 'Educazione per Tutti' (Education for All) trae origine dalla conferenza mondiale tenutasi nel 1990 in quale città?
La Conferenza mondiale sull'educazione per tutti si tenne a Jomtien, in Thailandia, nel 1990, dando avvio al movimento Educazione per Tutti. (Documenti internazionali — Educazione per Tutti)
28. Il Quadro d'Azione che ha riaffermato e aggiornato gli obiettivi del movimento Educazione per Tutti è stato adottato nel 2000 durante il Forum mondiale sull'educazione tenutosi a:
Il Forum mondiale sull'educazione del 2000, svoltosi a Dakar, adottò il Quadro d'Azione che riaffermò e aggiornò gli obiettivi di Educazione per Tutti fissati a Jomtien nel 1990. (Documenti internazionali — Educazione per Tutti)
29. Rispetto alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, la Dichiarazione di Salamanca del 1994 si differenzia principalmente perché:
La Dichiarazione di Salamanca è un documento di orientamento in ambito UNESCO focalizzato sull'educazione inclusiva, mentre la Convenzione ONU del 2006 è un trattato internazionale vincolante, ratificato dall'Italia con la Legge 18/2009. (Documenti internazionali — Salamanca)
30. Nel quadro dell'Agenda 2030, l'aggettivo 'inclusiva' riferito all'obiettivo 4 sull'istruzione richiama coerentemente quale principio già presente nella Dichiarazione di Salamanca del 1994?
Sia la Dichiarazione di Salamanca sia l'obiettivo 4 dell'Agenda 2030 condividono l'idea di una scuola che accoglie ed educa tutti valorizzando le differenze, senza escludere nessuno. (Documenti internazionali — Agenda 2030)
31. La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità supera la visione della disabilità come attributo esclusivamente individuale, riconoscendola come il risultato dell'interazione tra la persona e:
La Convenzione adotta un approccio che considera la disabilità come derivante dall'interazione tra le persone con menomazioni e le barriere ambientali e comportamentali che ostacolano la loro piena partecipazione. (Documenti internazionali — Convenzione ONU)
32. In Italia, la Legge 18/2009 di ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ha istituito, tra l'altro:
La Legge 18/2009, oltre a ratificare la Convenzione, ha istituito l'Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. (Documenti internazionali — Convenzione ONU)
33. Tra i principi richiamati dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità rientra anche il diritto alla vita indipendente, inteso come:
Il diritto alla vita indipendente, richiamato dalla Convenzione, riguarda la libertà di scelta della persona con disabilità su dove e con chi vivere e la piena inclusione nella comunità. (Documenti internazionali — Convenzione ONU)
34. Tra i principi generali dell'articolo 3 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità figura il rispetto per la differenza e l'accettazione delle persone con disabilità quali parte della diversità umana. Questo principio si accompagna, nello stesso articolo, a quale altro principio riferito specificamente ai minori?
L'articolo 3 della Convenzione elenca, tra i principi generali, anche il rispetto per le capacità in evoluzione dei minori con disabilità e per il loro diritto a preservare la propria identità. (Documenti internazionali — Convenzione ONU)
35. Dopo l'adozione da parte dell'Assemblea Generale dell'ONU nel dicembre 2006, la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità è entrata in vigore a livello internazionale:
La Convenzione, adottata nel dicembre 2006, è entrata in vigore a livello internazionale nel 2008, una volta raggiunto il numero di ratifiche necessario. (Documenti internazionali — Convenzione ONU)