Nella prova preselettiva del TFA sostegno, la comprensione del testo è una delle componenti più corpose dell'area linguistica: in ogni quesito trovi un breve brano seguito da una domanda. Non si tratta di sapere cose a memoria, ma di dimostrare di saper leggere con attenzione: individuare ciò che il testo dice esplicitamente, capire ciò che suggerisce senza dirlo apertamente, e valutare come e perché è stato scritto in quel modo.
Il rischio più comune è confondere un dettaglio secondario con l'idea centrale del brano, oppure farsi guidare da conoscenze personali sull'argomento invece che dal testo effettivamente scritto. Ogni risposta va sempre verificata rileggendo la frase o il passaggio del brano che la giustifica: se non trovi un appiglio testuale preciso, l'opzione è probabilmente un distrattore.
1. Martina, insegnante di sostegno da dieci anni, entra in classe quinta alle otto e trova Leonardo già seduto al suo posto, vicino alla finestra. Leonardo ha una diagnosi di dislessia e ogni mattina, prima dell'arrivo dei compagni, ripassa con Martina le parole più difficili del testo che leggeranno insieme. Quel giorno il testo riguarda il ciclo dell'acqua. Martina apre il quaderno con caratteri ingranditi e la mappa concettuale colorata che ha preparato la sera prima. Leonardo sorride: sa che quella mappa lo aiuterà a seguire la lezione senza sentirsi in difficoltà davanti ai compagni. Alle otto e mezza suona la campanella e la classe si riempie di voci. Che diagnosi ha Leonardo, secondo il testo?
Il testo afferma esplicitamente che "Leonardo ha una diagnosi di dislessia". (Comprensione del testo — informazione)
2. L'inclusione scolastica non è un evento isolato, ma un processo che coinvolge l'intera comunità educante: dirigente, docenti curricolari, insegnanti di sostegno, personale ATA, famiglie e compagni di classe. Ogni figura contribuisce a costruire un ambiente in cui ciascun alunno possa partecipare pienamente alla vita scolastica, indipendentemente dalle proprie caratteristiche personali. Gli insegnanti curricolari, in particolare, sono corresponsabili del percorso di ogni studente della classe, compresi gli alunni con bisogni educativi speciali: la progettazione didattica, quindi, non riguarda solo chi si occupa direttamente del sostegno, ma l'intero team docente, chiamato a pensare attività accessibili fin dall'inizio. Secondo il testo, chi è corresponsabile del percorso degli alunni con bisogni educativi speciali?
Il testo dice chiaramente che "gli insegnanti curricolari... sono corresponsabili del percorso di ogni studente della classe, compresi gli alunni con bisogni educativi speciali". (Comprensione del testo — informazione)
3. Filippo non parla quasi mai durante le attività di gruppo. Ai laboratori di musica del giovedì, però, qualcosa cambia: si siede al centro della stanza, sceglie sempre lo xilofono e segue il ritmo con gli occhi chiusi. La maestra Carla, che all'inizio dell'anno lo osservava con un misto di curiosità e preoccupazione, ha imparato a non interromperlo mai in quei momenti. Un giovedì, dopo aver suonato per cinque minuti senza sbagliare una battuta, Filippo alza lo sguardo e le sorride, indicando il tamburo posato accanto a lei, come per invitarla a suonare insieme a lui. Carla prende il tamburo e comincia a seguirlo. Cosa si può dedurre dal gesto di Filippo che indica il tamburo?
Il gesto, unito al sorriso e all'invito a suonare insieme, indica un'apertura relazionale nuova verso Carla, coerente con il fatto che Filippo di solito non partecipa alle attività di gruppo. (Comprensione del testo — interpretazione)
4. L'aula di quinta B è stata riorganizzata durante l'estate. Vicino alla porta si trova un angolo morbido con due poltroncine basse e un tappeto colorato, pensato per chi ha bisogno di una pausa dal rumore della classe. Sulla parete di fondo sono appesi cartelloni con le regole scritte sia a parole sia con pittogrammi, così che anche chi fatica a leggere possa capirle a colpo d'occhio. I banchi non sono più disposti in file rigide, ma raggruppati in isole da quattro, per favorire il lavoro a piccoli gruppi. Vicino alla cattedra c'è una postazione con un computer dotato di sintesi vocale, a disposizione di chi ne ha bisogno. Che cosa si trova vicino alla cattedra, secondo la descrizione?
Il testo specifica: "Vicino alla cattedra c'è una postazione con un computer dotato di sintesi vocale". (Comprensione del testo — informazione)
5. Non basta collocare un banco in più in un'aula per dire che una scuola è inclusiva. Servono tempo, risorse e soprattutto formazione: un docente che non ha mai ricevuto strumenti concreti per gestire una classe eterogenea rischia di sentirsi solo, per quanta buona volontà possa metterci. Investire nella formazione continua dei docenti, dunque, non è un costo accessorio, ma la condizione senza cui ogni altra misura resta sulla carta. Le scuole che hanno ottenuto i risultati migliori sono quelle che hanno destinato tempo, durante l'anno, a momenti di confronto tra colleghi, supervisione e aggiornamento, non solo agli adempimenti burocratici di inizio anno. Qual è lo scopo principale dell'autore in questo testo?
L'intero testo argomenta a favore della formazione continua, definita "la condizione senza cui ogni altra misura resta sulla carta". (Comprensione del testo — valutazione)
6. Il tutoraggio tra pari è una pratica didattica in cui uno studente più esperto in una determinata abilità affianca temporaneamente un compagno che incontra difficoltà nello stesso ambito. In alcune scuole secondarie il progetto viene organizzato durante un'ora settimanale dedicata, in cui gli alunni tutor, scelti su base volontaria, aiutano i compagni nello svolgimento degli esercizi di matematica o nella comprensione di un testo. I docenti monitorano gli incontri e forniscono materiali specifici ai tutor, che vengono preparati con un breve percorso formativo prima di iniziare. L'esperienza, secondo le insegnanti coinvolte, rafforza anche le competenze relazionali di chi assume il ruolo di tutor. Con quale frequenza si svolge, secondo il testo, l'ora dedicata al tutoraggio tra pari?
Il testo indica che il progetto "viene organizzato durante un'ora settimanale dedicata". (Comprensione del testo — informazione)
7. Si sente spesso dire che l'inserimento di un alunno con disabilità rallenti il programma della classe. Eppure i dati raccolti in numerose scuole che praticano una didattica realmente differenziata mostrano il contrario: quando gli obiettivi sono articolati su più livelli fin dalla progettazione, tutti gli studenti, non solo quelli con bisogni educativi speciali, traggono beneficio da materiali più chiari e da consegne più precise. Certo, questo richiede un lavoro iniziale più oneroso per il docente. Tuttavia, una volta impostato, il metodo si mantiene nel tempo con relativa facilità, mentre i vantaggi in termini di apprendimento si estendono all'intero gruppo classe, riducendo peraltro il numero di interrogazioni di recupero a fine quadrimestre. Quale funzione svolge il connettivo "Eppure" nella struttura argomentativa del testo?
"Eppure" segna lo stacco tra l'opinione comune riportata all'inizio ("Si sente spesso dire...") e la posizione dell'autore, che la contraddice con i dati. (Comprensione del testo — valutazione)
8. Cara professoressa Rinaldi, sono passati otto anni da quando ero nella sua classe e forse non se lo ricorda, ma io non ho dimenticato nulla. All'epoca avevo tanta paura di leggere ad alta voce e lei, invece di costringermi, mi lasciava scegliere se farlo o scrivere le risposte su un foglio. Nessuno mi ha mai fatto sentire sbagliata per questo. Oggi lavoro come educatrice in un centro diurno e, quando incontro un ragazzo in difficoltà, penso sempre a come lei mi guardava: mai con pietà, sempre con fiducia. Volevo solo dirle grazie, perché quella fiducia mi ha permesso di credere che ce l'avrei fatta anche io. Qual è l'idea centrale della lettera?
La lettera è costruita interamente intorno al ricordo della fiducia ricevuta dall'insegnante e al suo effetto duraturo ("quella fiducia mi ha permesso di credere che ce l'avrei fatta anche io"). (Comprensione del testo — interpretazione)
9. Il signor Greco lavora come insegnante di sostegno da vent'anni ed è conosciuto in tutta la scuola per il tono di voce sempre calmo, anche nei momenti più concitati. Ha un modo particolare di camminare tra i banchi, lento, senza fretta, fermandosi accanto a chi alza appena la mano invece di aspettare che gridi per essere notato. Porta sempre con sé una piccola agenda su cui annota, alla fine di ogni lezione, due o tre osservazioni su ciascun alunno che segue. Non usa mai un tono di rimprovero: quando un ragazzo sbaglia, gli chiede di raccontargli cosa è successo, prima di dire la propria opinione. Da quanti anni lavora il signor Greco come insegnante di sostegno, secondo il testo?
Il testo dice: "Il signor Greco lavora come insegnante di sostegno da vent'anni". (Comprensione del testo — informazione)
10. Nel linguaggio della scuola inclusiva, la parola "differenziare" non significa separare gli alunni in base alle loro capacità, ma adattare le modalità con cui uno stesso obiettivo viene proposto e verificato, così che ciascuno possa raggiungerlo attraverso un percorso adeguato alle proprie caratteristiche. Un docente che differenzia una verifica di storia, per esempio, può mantenere invariati i contenuti essenziali ma modificare il formato delle domande, i tempi a disposizione o gli strumenti compensativi ammessi. In questo senso, differenziare è l'opposto di uniformare tutto allo stesso standard, ma non equivale affatto a proporre obiettivi più semplici a chi ha più difficoltà. Nel testo, cosa significa il verbo "differenziare" riferito alla didattica?
Il testo definisce "differenziare" come "adattare le modalità con cui uno stesso obiettivo viene proposto e verificato", precisando che non equivale a semplificare gli obiettivi. (Comprensione del testo — interpretazione)
11. Durante l'intervallo, Samuele si sposta in classe con la carrozzina, seguito dall'assistente educativo che lo affianca durante le attività quotidiane. Quel giorno, però, è Marco, il suo compagno di banco, a offrirsi di spingerlo fino al cortile, dove la classe ha organizzato una partita di calcio con la palla morbida. Marco propone una regola nuova: chi ha la palla può passarla anche stando fermo, così Samuele può partecipare senza doversi spostare velocemente. La maestra Anna, che osserva la scena dalla finestra, sorride e scrive sul suo quaderno che, quel giorno, la regola più bella non l'ha inventata lei. Chi propone la nuova regola durante la partita di calcio?
Il testo dice esplicitamente: "Marco propone una regola nuova". (Comprensione del testo — informazione)
12. Ore nove e dodici: il criceto della classe è scappato dalla gabbietta durante l'appello ed è ancora disperso da qualche parte tra gli zaini. Ore nove e venti: due alunni giurano di averlo visto sotto la cattedra, altri tre sostengono con la stessa sicurezza che si sia rifugiato nell'armadio dei colori. Ore nove e trenta: il criceto viene ritrovato, sano e salvo, dentro lo zaino di Giulia, che nel frattempo aveva continuato a fare i compiti come se nulla fosse. A quel punto smetto di considerarla una mattinata storta e comincio a pensare che, tutto sommato, con questa classe non ci si annoia mai. Che tono prevalente assume l'autore nel raccontare l'episodio?
La scansione oraria scherzosa e la battuta finale ("non ci si annoia mai") rivelano un tono leggero e affettuoso, non un giudizio severo. (Comprensione del testo — valutazione)
13. Quando si parla di inclusione, si tende spesso a concentrarsi soltanto sui benefici per l'alunno con bisogni educativi speciali, dimenticando che una classe organizzata in modo inclusivo migliora l'esperienza scolastica di tutti gli studenti. Materiali più chiari, tempi di lavoro più flessibili, attività cooperative e consegne differenziate non aiutano solo chi ha una certificazione: aiutano anche lo studente che fatica a concentrarsi, quello che apprende meglio attraverso immagini piuttosto che attraverso il testo scritto, quello che ha semplicemente avuto una brutta nottata. In questo senso, pensare l'inclusione come un beneficio per pochi significa non averne colto la portata reale. Qual è la tesi sostenuta dall'autore nel testo?
L'autore sostiene esplicitamente che pensare l'inclusione come un beneficio per pochi "significa non averne colto la portata reale", perché avvantaggia l'intera classe. (Comprensione del testo — interpretazione)
14. L'espressione "bisogni educativi speciali" indica una condizione che richiede una risposta educativa individualizzata, e comprende situazioni molto diverse tra loro: alunni con una disabilità certificata, alunni con disturbi specifici dell'apprendimento come la dislessia o la discalculia, ma anche alunni che attraversano un periodo di svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale che ne rende più difficile il percorso scolastico. Non tutti gli alunni con bisogni educativi speciali seguono lo stesso tipo di percorso personalizzato: la scuola valuta caso per caso quali strumenti e quali strategie siano più efficaci, coinvolgendo la famiglia, i docenti del consiglio di classe e, quando necessario, gli specialisti che seguono l'alunno. Quali situazioni comprende, secondo il testo, l'espressione "bisogni educativi speciali"?
Il testo elenca esplicitamente le tre categorie: disabilità certificata, disturbi specifici dell'apprendimento e svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale. (Comprensione del testo — informazione)
15. Durante la ricreazione, il cortile della scuola primaria si riempie di gruppetti diversi: chi gioca a palla, chi disegna sul marciapiede con i gessetti, chi si siede in cerchio a raccontarsi storie inventate. In un angolo, vicino al muretto, Aisha e Tommaso costruiscono ogni giorno una torre con dei tappi di plastica colorati, contandoli ad alta voce in due lingue diverse: Aisha in arabo, Tommaso in italiano, e ogni tanto si scambiano le parole, ridendo quando sbagliano la pronuncia. Nessun adulto ha organizzato questo gioco: è nato da solo, nelle prime settimane di scuola, ed è diventato un appuntamento fisso a cui nessuno dei due rinuncia mai. Cosa si può dedurre dal gioco di Aisha e Tommaso descritto nel testo?
Il testo precisa che "nessun adulto ha organizzato questo gioco: è nato da solo", e descrive uno scambio spontaneo di parole tra le due lingue. (Comprensione del testo — interpretazione)
16. Da settembre, Diego fatica a stare seduto per più di dieci minuti: si alza, cammina tra i banchi, tocca gli oggetti dei compagni. La maestra Elena, dopo essersi confrontata con la famiglia, decide di provare una soluzione diversa dal solito rimprovero: assegna a Diego il compito di portare i quaderni corretti da un'aula all'altra, due volte durante la mattina. Da quando ha questo incarico, Diego aspetta con impazienza il momento di alzarsi "per lavoro" e, tra un giro e l'altro, riesce a restare concentrato più a lungo sulle attività. Anche i compagni hanno iniziato a chiamarlo scherzosamente "il postino della classe". Quale incarico assegna la maestra Elena a Diego?
Il testo dice che la maestra "assegna a Diego il compito di portare i quaderni corretti da un'aula all'altra, due volte durante la mattina". (Comprensione del testo — informazione)
17. La didattica differenziata si fonda su tre elementi principali. Anzitutto, la conoscenza approfondita degli stili di apprendimento presenti in classe, che permette al docente di scegliere linguaggi diversi per veicolare lo stesso contenuto. In secondo luogo, la flessibilità nella gestione dei tempi, poiché non tutti gli alunni raggiungono un obiettivo nello stesso numero di lezioni. Infine, la varietà delle modalità di verifica, così che la valutazione non dipenda da un unico formato che potrebbe penalizzare chi ha difficoltà specifiche in quel formato, pur possedendo la competenza richiesta. Questi tre elementi, tuttavia, non funzionano isolatamente: è la loro combinazione coerente, pianificata fin dall'inizio dell'anno, a renderli davvero efficaci. Come è organizzata la struttura argomentativa del testo?
I connettivi "Anzitutto", "In secondo luogo", "Infine" scandiscono un elenco di tre elementi, e la frase conclusiva chiarisce che la loro efficacia dipende dalla combinazione coerente tra essi. (Comprensione del testo — valutazione)
18. Non è raro sentire colleghi lamentarsi, a fine giornata, della fatica che comporta seguire una classe eterogenea. È una fatica reale, e sarebbe disonesto negarla. Ma proprio per questo motivo la formazione continua non dovrebbe essere vissuta come un ulteriore peso da aggiungere a un orario già pieno, bensì come uno strumento che, nel tempo, restituisce al docente maggiore sicurezza e minore senso di solitudine di fronte alle difficoltà quotidiane. Le scuole che investono con costanza in percorsi di aggiornamento, anche brevi ma regolari, registrano un clima più disteso tra i docenti, non perché il lavoro diminuisca, ma perché diminuisce la sensazione di doverlo affrontare da soli. Con quale tono l'autore affronta il tema della fatica dei docenti?
L'autore riconosce che "è una fatica reale, e sarebbe disonesto negarla", ma sostiene comunque con fermezza la propria proposta sulla formazione continua. (Comprensione del testo — valutazione)
19. Il primo giorno di scuola, Nadia entra in prima elementare tenendo per mano la madre, con un bastone bianco che tocca leggermente il pavimento a ogni passo. Nadia ha una forte ipovisione fin dalla nascita. La maestra Sofia l'accoglie sulla porta e le mostra, guidandole la mano, dove si trova il suo banco, vicino alla lavagna, e dove sono posizionati gli attaccapanni per lo zaino. Durante la mattina, i compagni si presentano uno a uno, dicendo il proprio nome ad alta voce, un'abitudine che la maestra Sofia ha introdotto proprio quell'anno per rendere più semplice a Nadia riconoscere le voci della classe. Da quale condizione è affetta Nadia, secondo il testo?
Il testo afferma esplicitamente: "Nadia ha una forte ipovisione fin dalla nascita". (Comprensione del testo — informazione)
20. Nel lavoro quotidiano con gli alunni, l'empatia non va confusa con la compassione. Provare compassione significa provare dispiacere per la difficoltà altrui, mantenendo comunque una certa distanza; provare empatia significa invece sforzarsi di comprendere, per quanto possibile, il punto di vista e le emozioni dell'altro, senza però smarrire il proprio ruolo educativo. Un insegnante empatico non si limita a intenerirsi di fronte alla fatica di un alunno, ma cerca attivamente di capire cosa stia rendendo difficile quel momento specifico, per individuare insieme una strategia utile. È proprio questa capacità di comprendere senza confondersi con l'altro a rendere l'empatia uno strumento educativo, e non solo un sentimento. Nel testo, in cosa si differenzia l'empatia dalla compassione?
Il testo contrappone la compassione, che "mantiene comunque una certa distanza", all'empatia, che implica "sforzarsi di comprendere... il punto di vista e le emozioni dell'altro". (Comprensione del testo — interpretazione)
21. La biblioteca della scuola secondaria "Aldo Moro" è stata rinnovata due anni fa con l'obiettivo di renderla accessibile a tutti gli studenti. Gli scaffali più bassi ospitano una sezione di libri ad alta leggibilità, con caratteri ingranditi e spaziatura maggiore tra le righe, pensati per chi ha difficoltà di lettura. Accanto all'ingresso si trova una postazione con due tablet dotati di applicazioni per la sintesi vocale, utilizzabili da chiunque ne faccia richiesta alla bibliotecaria. Le sedie sono di diverse altezze, per adattarsi a esigenze diverse, e i corridoi tra gli scaffali sono stati allargati per permettere il passaggio di una carrozzina senza difficoltà. Cosa ospitano gli scaffali più bassi della biblioteca, secondo il testo?
Il testo specifica: "Gli scaffali più bassi ospitano una sezione di libri ad alta leggibilità". (Comprensione del testo — informazione)
22. Da quando è arrivato in questa classe, a gennaio, Yusuf non ha quasi mai alzato la mano. Risponde solo se interrogato direttamente, con frasi brevi, e durante i lavori di gruppo si mette sempre in un angolo, osservando più che partecipando. La maestra Paola, all'inizio, pensava fosse un problema di lingua, ma Yusuf parla l'italiano correttamente. Un pomeriggio, durante un'attività di disegno libero, Yusuf realizza un disegno dettagliatissimo di una città con grattacieli e strade trafficate, molto diverso da quello che stava disegnando prima di arrivare in Italia. Paola lo osserva a lungo, poi gli chiede solo: "Mi racconti questo disegno?". Per la prima volta, Yusuf comincia a parlare per più di due minuti di fila. Cosa si può inferire dal comportamento di Yusuf durante l'attività di disegno?
Il testo esclude esplicitamente il problema linguistico ("Yusuf parla l'italiano correttamente") e mostra che, attraverso il disegno, il ragazzo trova per la prima volta un modo per aprirsi e parlare a lungo. (Comprensione del testo — interpretazione)
23. Si può conoscere a memoria ogni strategia didattica e ogni strumento compensativo, eppure senza una relazione educativa autentica con l'alunno quegli strumenti rischiano di restare inefficaci. È nella relazione, prima ancora che nel metodo, che un alunno impara a fidarsi abbastanza da mostrare le proprie difficoltà senza vergogna, e questo vale per ogni studente, non solo per chi ha una certificazione. Un docente può possedere una preparazione tecnica eccellente, ma se non riesce a costruire un legame di fiducia, quella preparazione fatica a tradursi in apprendimento reale. Per questo motivo la relazione educativa dovrebbe essere considerata il fondamento su cui si innesta ogni altra competenza professionale. Qual è l'idea centrale sostenuta in questo testo?
Il testo conclude che "la relazione educativa dovrebbe essere considerata il fondamento su cui si innesta ogni altra competenza professionale". (Comprensione del testo — interpretazione)
24. Il progetto "Compagni di viaggio", attivo in una scuola secondaria di primo grado, coinvolge gli alunni delle classi terze come tutor delle classi prime durante le prime sei settimane dell'anno scolastico. Ogni alunno tutor viene abbinato a due o tre alunni più piccoli e li accompagna nell'orientamento all'interno dell'edificio, nella comprensione dell'orario delle lezioni e nella conoscenza delle principali regole della scuola. Gli incontri si svolgono durante l'intervallo lungo del venerdì, in presenza di un docente referente. Al termine delle sei settimane, ogni tutor scrive una breve relazione sull'esperienza, che viene raccolta dal docente referente e condivisa, in forma anonima, con il collegio dei docenti. Quante settimane dura, secondo il testo, il progetto "Compagni di viaggio"?
Il testo indica due volte la durata: "durante le prime sei settimane" e "al termine delle sei settimane". (Comprensione del testo — informazione)
25. Un pregiudizio diffuso, anche tra alcuni addetti ai lavori, sostiene che dedicare tempo e attenzione a un alunno con bisogni educativi speciali sottragga necessariamente risorse al resto della classe. Questa convinzione si basa su un'idea di attenzione come quantità fissa, da dividere in parti sempre più piccole quante più sono le persone da seguire. I dati raccolti in diverse scuole che adottano strategie di didattica cooperativa, tuttavia, mostrano che l'attenzione dedicata a un alunno specifico, se organizzata bene, può trasformarsi in materiali e strategie utili anche agli altri, invece di sottrarre tempo prezioso. Il problema, quindi, non è la presenza dell'alunno con bisogni educativi speciali, ma l'assenza di un'organizzazione didattica capace di trasformare quell'attenzione in una risorsa condivisa. Quale delle seguenti affermazioni NON è coerente con la struttura argomentativa del testo?
Il testo definisce quella convinzione un "pregiudizio" e la confuta con i dati raccolti nelle scuole: affermare che l'autore la conferma senza riserve contraddice la struttura argomentativa, che la introduce solo per poi smentirla. (Comprensione del testo — valutazione)
26. Gentile professoressa, le scrivo a fine anno scolastico non perché ci sia un problema da segnalare, ma perché in nove mesi ho visto mio figlio cambiare atteggiamento verso la scuola in un modo che non credevo possibile. A settembre Tommaso si rifiutava quasi ogni mattina di prepararsi per uscire di casa; ieri sera, invece, mi ha chiesto lui stesso di preparare lo zaino con un giorno di anticipo, perché oggi c'è la festa di fine anno e non voleva rischiare di fare tardi. So che il suo lavoro, insieme a quello dell'insegnante di sostegno, non si vede sempre dai voti in pagella, ma da questo tipo di dettagli sì. Grazie di cuore. Che tono complessivo caratterizza questa lettera?
La lettera esprime gratitudine esplicita ("Grazie di cuore") motivata dal cambiamento di atteggiamento del figlio verso la scuola, senza toni critici o burocratici. (Comprensione del testo — valutazione)
27. Ogni domenica pomeriggio Marta va a trovare la nonna Elvira, che vive da sola al terzo piano di un vecchio palazzo senza ascensore. Da qualche mese le ha regalato uno smartphone semplice, con caratteri grandi e poche applicazioni, per permetterle di fare videochiamate con i nipoti che vivono all'estero. All'inizio la nonna era diffidente e temeva di rompere "quell'aggeggio", ma ora lo usa con piacere ogni sera, prima di cena, per salutare il nipote che studia a Berlino. Marta è felice di vedere come la tecnologia, se spiegata con pazienza, possa avvicinare le distanze anche a chi non l'ha mai usata prima. Secondo il testo, quando usa la nonna lo smartphone per parlare con il nipote a Berlino?
Il testo dice esplicitamente che la nonna usa lo smartphone "ogni sera, prima di cena, per salutare il nipote". (Comprensione del testo — informazione)
28. Negli ultimi anni molte biblioteche di quartiere hanno iniziato a offrire, oltre al prestito di libri, spazi di incontro per gli abitanti della zona: sale lettura aperte anche la sera, corsi gratuiti di lingua per stranieri, laboratori di lettura per bambini e piccoli sportelli di orientamento per chi cerca lavoro. Questa trasformazione risponde a un bisogno diffuso di luoghi pubblici accessibili a tutti, indipendentemente dal reddito, dove sia possibile leggere, studiare o semplicemente stare al caldo in inverno senza dover consumare nulla. Alcune biblioteche organizzano anche scambi di semi da orto e piccoli mercatini dell'usato, diventando così veri e propri centri di comunità. Quali attività, oltre al prestito di libri, offrono secondo il testo alcune biblioteche di quartiere?
Il testo elenca esplicitamente corsi di lingua, laboratori di lettura per bambini e sportelli di orientamento per chi cerca lavoro. (Comprensione del testo — informazione)
29. Ogni giorno riceviamo decine di notifiche dallo smartphone: messaggi, aggiornamenti, promemoria, avvisi di applicazioni che non ricordiamo nemmeno di aver installato. Ciascuna di queste interruzioni dura pochi secondi, ma il tempo necessario per tornare pienamente concentrati su ciò che stavamo facendo prima è molto più lungo. Non si tratta soltanto di una questione di produttività: l'abitudine a controllare continuamente il telefono modifica il modo in cui pensiamo, rendendoci meno capaci di seguire un ragionamento lungo senza distrarci. Per questo motivo sarebbe utile disattivare le notifiche non essenziali e riservare momenti precisi della giornata, e non ogni istante, alla lettura dei messaggi. Qual è la tesi principale sostenuta dall'autore nel testo?
L'autore sostiene che le interruzioni continue riducono la concentrazione e propone di limitarle a momenti precisi della giornata. (Comprensione del testo — interpretazione)
30. La piazza del paese, alle sette del mattino di una domenica di maggio, è ancora quasi deserta. Il fornaio ha già alzato la saracinesca e un profumo di pane caldo si mescola all'aria fresca. Un uomo anziano attraversa lentamente la piazza portando il giornale sotto il braccio, si ferma un istante a guardare la fontana al centro, poi prosegue verso il bar all'angolo. Le rondini volano basse sopra il campanile della chiesa, e le prime campane suonano per la messa delle otto. Nessuna auto disturba il silenzio: solo il rumore dei passi sul selciato e il cigolio di una persiana che qualcuno apre a una finestra del primo piano. Quale tono prevale nella descrizione della piazza offerta dal testo?
Dettagli come il silenzio, i passi lenti e il profumo di pane restituiscono un'atmosfera tranquilla, tipica di un primo mattino domenicale. (Comprensione del testo — valutazione)
31. Durante la cena, Luca posò il telefono accanto al piatto per l'ennesima volta, e suo padre sospirò senza dire nulla. Non era la prima volta che accadeva: ogni sera la stessa scena si ripeteva, con il ragazzo che controllava i messaggi tra una portata e l'altra, e il padre che fissava il televisore acceso ma senza davvero guardarlo. Quella sera, però, il padre si alzò, spense la televisione e disse soltanto: "Anch'io, alla tua età, avrei voluto stare più attento a chi avevo di fronte". Luca alzò lo sguardo, sorpreso, e per la prima volta da settimane lasciò il telefono spento fino alla fine del pasto. Che cosa si può dedurre dal comportamento del padre descritto nel testo?
La frase del padre e lo spegnimento della televisione indicano un gesto simbolico legato a un rimpianto personale, non una punizione né un'indifferenza. (Comprensione del testo — interpretazione)
32. Gli orti urbani condivisi sono appezzamenti di terreno pubblico, spesso ricavati da aree dismesse o parchi cittadini, che vengono suddivisi in piccoli lotti assegnati a famiglie o gruppi di cittadini che ne facciano richiesta. Chi ottiene un lotto si impegna a coltivarlo per un periodo di tempo stabilito, seguendo regole comuni su irrigazione e uso di pesticidi, e spesso partecipa a giornate di manutenzione degli spazi collettivi come i vialetti e i punti di raccolta dell'acqua piovana. Oltre a produrre verdura fresca, questi orti favoriscono la conoscenza tra vicini di età diverse, che altrimenti raramente avrebbero occasione di parlarsi. Secondo il testo, a che cosa si impegna chi ottiene un lotto in un orto urbano condiviso?
Il testo afferma che chi ottiene un lotto si impegna a coltivarlo seguendo regole comuni e a partecipare alla manutenzione degli spazi collettivi. (Comprensione del testo — informazione)
33. Negli ultimi tempi si è diffusa l'espressione "giornalismo lento" per indicare un modo di fare informazione che rifiuta la corsa alla notizia immediata a favore di un'analisi più approfondita dei fatti. Chi pratica questo tipo di giornalismo preferisce pubblicare un articolo qualche ora, o addirittura qualche giorno, dopo l'accaduto, verificando più fonti e restituendo al lettore un quadro completo, anziché un titolo allarmante scritto in fretta. Questa scelta comporta un rischio evidente: essere superati da altre testate che pubblicano prima, magari con informazioni incomplete o imprecise. Eppure, chi sceglie la lentezza scommette su un pubblico che preferisce capire piuttosto che sapere per primo, un pubblico ancora minoritario ma, secondo molti osservatori, in crescita. Qual è lo scopo comunicativo principale del testo?
Il testo presenta i vantaggi del giornalismo lento riconoscendo anche il rischio di essere superati da notizie più rapide, senza fornire dati precisi né criticare direttamente altri giornalisti. (Comprensione del testo — valutazione)
34. Il signor Renzo viveva da anni nell'appartamento accanto a quello di Chiara, ma per molto tempo i due si erano scambiati solo un saluto frettoloso sulle scale. Da quando la moglie di Renzo era mancata, però, Chiara aveva notato che l'uomo usciva sempre meno, e che le sue tapparelle restavano spesso abbassate anche di giorno. Un pomeriggio, senza pensarci troppo, bussò alla sua porta con una scusa qualsiasi, portando un piatto di pasta in più che aveva cucinato. Da quel giorno, ogni martedì, Chiara passa da Renzo per un caffè veloce, e lui ha ricominciato a scendere in cortile a chiacchierare con gli altri condomini. Qual è l'idea centrale del racconto?
Il racconto mostra come un gesto semplice di Chiara abbia aiutato Renzo a uscire dall'isolamento in cui era caduto dopo il lutto. (Comprensione del testo — interpretazione)
35. Alle cinque e mezza del mattino, la stazione ferroviaria è avvolta in una luce ancora incerta. Pochi passeggeri attendono sulle banchine, avvolti nei cappotti, con lo sguardo fisso sui tabelloni che segnalano i ritardi dei primi treni regionali. Un uomo con la valigia trascina i piedi verso il binario due, mentre una donna in divisa spinge un carrello carico di giornali ancora da smistare. L'altoparlante annuncia con voce metallica l'arrivo di un treno merci di passaggio, che attraversa la stazione senza fermarsi, sollevando una folata di vento freddo. Tutto, in quell'ora sospesa, sembra muoversi con la lentezza di chi non si è ancora del tutto svegliato. Quale atmosfera comunica prevalentemente la descrizione della stazione all'alba?
Espressioni come "luce ancora incerta", i pochi passeggeri e "quell'ora sospesa" restituiscono un'atmosfera assonnata e tranquilla. (Comprensione del testo — valutazione)