Le competenze su empatia, intelligenza emotiva e creatività costituiscono un'area specifica e caratterizzante della prova preselettiva del TFA sostegno, perché la relazione con l'alunno con disabilità richiede al docente specializzato non solo conoscenze normative e didattiche, ma anche una solida competenza socio-emotiva e relazionale.
L'empatia è la capacità di comprendere e condividere gli stati emotivi altrui: si distingue una componente cognitiva, il cosiddetto 'perspective taking' (comprendere il punto di vista dell'altro), e una componente affettiva (condividerne l'emozione). Nella relazione educativa l'empatia si traduce nell'ascolto attivo teorizzato da Carl Rogers: attenzione piena, non giudicante, orientata a comprendere il vissuto dell'alunno prima di intervenire con valutazioni o soluzioni. Vengono richiamati, con cautela scientifica, anche i contributi di Rizzolatti sui neuroni specchio e il concetto di teoria della mente.
Il modello più citato è quello di Daniel Goleman, che individua cinque competenze: consapevolezza di sé, autoregolazione (padronanza di sé), motivazione, empatia e abilità sociali. Le prime tre riguardano la dimensione intrapersonale, le ultime due quella interpersonale. Un riferimento complementare è il modello di Salovey e Mayer, che descrive l'intelligenza emotiva come l'insieme delle abilità di percepire, usare, comprendere e gestire le emozioni. A scuola questi modelli si traducono nell'alfabetizzazione emotiva: percorsi che insegnano agli alunni a riconoscere, nominare e regolare le proprie emozioni.
Joy Paul Guilford distingue il pensiero convergente, orientato a un'unica soluzione corretta, dal pensiero divergente, capace di generare più soluzioni originali secondo le componenti di fluidità, flessibilità, originalità ed elaborazione. Edward De Bono ha teorizzato il pensiero laterale, un approccio che rompe gli schemi abituali per trovare soluzioni indirette. Tecniche come il brainstorming e una didattica che tollera l'errore e valorizza l'iniziativa personale sono coerenti con una creatività intesa come competenza educabile.
La relazione docente-alunno si fonda sulla cura educativa, sull'autorevolezza (distinta dall'autoritarismo) e sull'accettazione incondizionata teorizzata da Rogers. L'effetto Pigmalione mostra come le aspettative dell'insegnante influenzino i risultati degli alunni. Gli assiomi della comunicazione di Watzlawick (impossibilità di non comunicare, livelli di contenuto e di relazione, punteggiatura delle sequenze, comunicazione digitale e analogica, relazioni simmetriche e complementari) offrono strumenti per leggere la comunicazione verbale, non verbale e paraverbale, il feedback efficace e la gestione costruttiva dei conflitti in classe.
1. In ambito psicopedagogico, l'empatia è definita come:
L'empatia è la capacità di comprendere e condividere gli stati emotivi altrui, integrando una componente cognitiva (comprendere) e una affettiva (condividere). (Competenze socio-emotive — empatia)
2. Quali sono le due componenti classicamente distinte dell'empatia?
L'empatia si articola in una componente cognitiva (perspective taking, comprendere il punto di vista altrui) e una componente affettiva (condividere l'emozione provata dall'altro). (Competenze socio-emotive — empatia)
3. Il 'perspective taking', ovvero la capacità di rappresentarsi mentalmente il punto di vista di un'altra persona, appartiene principalmente a quale componente dell'empatia?
Il perspective taking, cioè il comprendere il punto di vista e lo stato mentale altrui, è l'aspetto cognitivo dell'empatia, distinto dalla condivisione emotiva (componente affettiva). (Competenze socio-emotive — empatia)
4. Secondo Carl Rogers, l'ascolto attivo nella relazione d'aiuto si caratterizza principalmente per:
Per Rogers l'ascolto attivo implica un'attenzione autentica e non giudicante verso l'altro, funzionale a comprenderne pienamente vissuto ed emozioni, elemento centrale dell'approccio centrato sulla persona. (Competenze socio-emotive — empatia)
5. Un alunno racconta all'insegnante di essere stato escluso dai compagni durante la ricreazione, mostrandosi triste. L'insegnante risponde: 'Capisco che questa esclusione ti abbia fatto stare male, deve essere stato doloroso per te'. Questa risposta è un esempio di:
L'insegnante restituisce all'alunno il proprio vissuto emotivo riconoscendolo come legittimo, senza giudicarlo: è un esempio tipico di comunicazione empatica nella relazione educativa. (Competenze socio-emotive — empatia)
6. Secondo il modello di Daniel Goleman, l'intelligenza emotiva si articola in cinque competenze fondamentali, tra cui:
Goleman individua cinque competenze dell'intelligenza emotiva: consapevolezza di sé, autoregolazione (padronanza di sé), motivazione, empatia e abilità sociali. (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)
7. Nel modello di Goleman, la 'consapevolezza di sé' consiste in:
La consapevolezza di sé è la capacità di riconoscere e comprendere le proprie emozioni e il loro impatto; è distinta dall'empatia (comprendere le emozioni altrui) e dalle abilità sociali. (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)
8. Nel modello di Goleman, la competenza denominata 'autoregolazione' (o padronanza di sé) riguarda principalmente:
L'autoregolazione consiste nella gestione dei propri impulsi ed emozioni in modo appropriato al contesto, distinta dall'empatia (riguardante le emozioni altrui) e dalle abilità sociali. (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)
9. Nel modello di Goleman, la competenza 'motivazione' come componente dell'intelligenza emotiva è intesa principalmente come:
Per Goleman la motivazione, come competenza emotiva, è una propensione interiore (passione, perseveranza, ottimismo) che sostiene l'impegno verso gli obiettivi, distinta dalla motivazione estrinseca esterna. (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)
10. Quale delle seguenti NON è una delle cinque competenze dell'intelligenza emotiva secondo Goleman?
Il pensiero divergente è un costrutto legato alla creatività (Guilford), non una delle cinque competenze dell'intelligenza emotiva di Goleman (consapevolezza di sé, autoregolazione, motivazione, empatia, abilità sociali). (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)
11. Durante una lezione, un insegnante viene contraddetto in modo provocatorio da un alunno davanti alla classe. Invece di reagire con rabbia, l'insegnante fa un respiro, mantiene un tono calmo e risponde in modo pacato. Questo comportamento è un esempio dell'esercizio di quale competenza dell'intelligenza emotiva?
Il controllo dell'impulso emotivo (rabbia) in una situazione provocatoria, mantenendo un comportamento funzionale al contesto, è un esempio tipico di autoregolazione (padronanza di sé). (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)
12. Secondo Joy Paul Guilford, il pensiero divergente è definito come:
Il pensiero divergente, secondo Guilford, è la capacità di generare più soluzioni possibili e originali a partire da uno stesso stimolo o problema, alla base della creatività. (Competenze socio-emotive — creatività)
13. In contrapposizione al pensiero divergente, il pensiero convergente descritto da Guilford si caratterizza per:
Il pensiero convergente è orientato a individuare l'unica risposta corretta a un problema ben definito, mentre il pensiero divergente genera molteplici soluzioni possibili. (Competenze socio-emotive — creatività)
14. Guilford individua tra le componenti del pensiero divergente la 'fluidità', intesa come:
La fluidità è la capacità di generare un gran numero di idee; le altre componenti individuate da Guilford sono flessibilità (cambiare categoria), originalità (idee rare) ed elaborazione (arricchire i dettagli). (Competenze socio-emotive — creatività)
15. Il 'pensiero laterale', concetto elaborato da Edward De Bono, si riferisce a:
De Bono ha teorizzato il pensiero laterale come approccio creativo che rompe gli schemi mentali abituali, cercando soluzioni indirette e alternative rispetto al pensiero logico-sequenziale. (Competenze socio-emotive — creatività)
16. Un insegnante propone alla classe un brainstorming in cui invita gli alunni a proporre quante più idee possibili per riutilizzare materiali di scarto, senza giudicarle nell'immediato. Questa attività didattica intende sollecitare principalmente:
Il brainstorming, sospendendo il giudizio e favorendo la produzione libera di molte idee, è una tecnica tipica per stimolare il pensiero divergente e la creatività. (Competenze socio-emotive — creatività)
17. Nella relazione educativa, l'autorevolezza dell'insegnante si distingue dall'autoritarismo perché:
L'autorevolezza coniuga la fermezza nelle regole con l'ascolto e la cura della relazione, mentre l'autoritarismo si fonda sull'imposizione senza dialogo, spesso su punizione e assenza di ascolto. (Competenze socio-emotive — relazione)
18. L''effetto Pigmalione' in ambito educativo indica che:
L'effetto Pigmalione (o profezia che si autoavvera) descrive come le aspettative implicite ed esplicite dell'insegnante possano influenzare, in positivo o in negativo, i risultati e i comportamenti dell'alunno. (Competenze socio-emotive — relazione)
19. Nell'approccio centrato sulla persona di Carl Rogers, l''accettazione incondizionata' (unconditional positive regard) consiste nel:
L'accettazione incondizionata è il riconoscimento del valore della persona in quanto tale, a prescindere dai suoi comportamenti, distinta dall'approvazione indiscriminata di ogni condotta. (Competenze socio-emotive — relazione)
20. Un insegnante che desidera favorire un clima di classe motivante dovrebbe preferibilmente:
Un clima motivante si costruisce valorizzando i progressi individuali, offrendo feedback costruttivi e promuovendo la cooperazione, in linea con i principi della relazione educativa positiva. (Competenze socio-emotive — relazione)
21. Un docente nota episodi ripetuti di esclusione di un alunno da parte dei compagni. Per prevenire la strutturazione di dinamiche di bullismo, l'intervento più adeguato è:
La prevenzione del bullismo richiede un intervento attivo sulla dinamica di gruppo, con attività cooperative e riflessione condivisa sulle conseguenze emotive dei comportamenti di esclusione. (Competenze socio-emotive — relazione)
22. Il primo assioma della comunicazione elaborato dalla Scuola di Palo Alto (Watzlawick) afferma che:
Il primo assioma di Watzlawick afferma che, in un contesto interattivo, ogni comportamento ha valore comunicativo: è impossibile non comunicare, anche restando in silenzio. (Competenze socio-emotive — relazione)
23. Secondo il secondo assioma della comunicazione di Watzlawick, ogni comunicazione possiede:
Il secondo assioma distingue nella comunicazione un livello di contenuto (l'informazione trasmessa) e un livello di relazione (come va interpretato il contenuto, che qualifica la relazione tra gli interlocutori). (Competenze socio-emotive — relazione)
24. Nella comunicazione in classe, il tono di voce, la postura e l'espressione del volto dell'insegnante rientrano nella:
Tono di voce, postura ed espressioni del volto costituiscono la comunicazione paraverbale e non verbale, che accompagna e qualifica il messaggio verbale. (Competenze socio-emotive — relazione)
25. Durante un colloquio con la famiglia di un alunno in difficoltà, l'insegnante utilizza un feedback descrittivo e specifico sui comportamenti osservati, evitando giudizi generali sulla persona. Questa modalità comunicativa è efficace perché:
Un feedback descrittivo, centrato sui comportamenti osservabili e non sul giudizio della persona, riduce le reazioni difensive e favorisce una comunicazione efficace e costruttiva. (Competenze socio-emotive — relazione)
26. Gli studi di Giacomo Rizzolatti sui 'neuroni specchio' sono spesso richiamati, seppure con cautela, come possibile base neurobiologica di quale competenza socio-emotiva?
I neuroni specchio, scoperti da Rizzolatti, si attivano sia nell'esecuzione sia nell'osservazione di un'azione e sono richiamati, con cautela scientifica, come possibile correlato neurobiologico dell'empatia. (Competenze socio-emotive — empatia)
27. La 'teoria della mente' indica la capacità di:
La teoria della mente è la capacità di rappresentarsi gli stati mentali altrui (credenze, desideri, intenzioni) come distinti dai propri, competenza connessa allo sviluppo dell'empatia. (Competenze socio-emotive — empatia)
28. Nella relazione educativa, l'accoglienza empatica dell'alunno da parte del docente si manifesta principalmente attraverso:
L'accoglienza empatica implica disponibilità a comprendere il vissuto dell'alunno, sospendendo il giudizio immediato, come condizione per una relazione educativa efficace. (Competenze socio-emotive — empatia)
29. Provare tristezza nel vedere un compagno di classe piangere, condividendone lo stato emotivo, è un'espressione prevalente di quale componente dell'empatia?
La condivisione diretta dello stato emotivo altrui, provare un'emozione simile a quella osservata, è espressione della componente affettiva dell'empatia, distinta dalla componente cognitiva (comprendere senza necessariamente condividere). (Competenze socio-emotive — empatia)
30. Un insegnante di sostegno osserva che un alunno con disabilità evita il contatto visivo e si mostra a disagio durante un lavoro di gruppo rumoroso. Un atteggiamento empatico adeguato consiste nel:
Un approccio empatico richiede di comprendere il vissuto dell'alunno e adattare il contesto alle sue esigenze, evitando sia l'imposizione forzata sia l'esclusione, in coerenza con la cura educativa. (Competenze socio-emotive — empatia)
31. Il modello di Peter Salovey e John Mayer descrive l'intelligenza emotiva come l'insieme di abilità che comprendono:
Salovey e Mayer definiscono l'intelligenza emotiva come un insieme di abilità (modello 'ability model') che include il percepire, l'usare, il comprendere e il gestire le emozioni proprie e altrui. (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)
32. Nel modello di Goleman, le 'abilità sociali' come componente dell'intelligenza emotiva riguardano principalmente:
Le abilità sociali riguardano la capacità di gestire efficacemente le relazioni interpersonali, comunicare e collaborare, distinguendosi dalla consapevolezza di sé e dall'autoregolazione, riferite alla dimensione intrapersonale. (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)
33. L''alfabetizzazione emotiva' a scuola si riferisce principalmente a:
L'alfabetizzazione emotiva è un percorso educativo mirato a sviluppare negli alunni la capacità di riconoscere, nominare, esprimere e gestire le proprie emozioni, favorendo la competenza emotiva. (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)
34. Per favorire la regolazione delle emozioni in classe dopo un episodio di forte agitazione collettiva, un intervento coerente con l'alfabetizzazione emotiva consiste nel:
Un intervento coerente con l'alfabetizzazione emotiva aiuta gli alunni a riconoscere e nominare le emozioni provate e a individuare strategie condivise di regolazione, piuttosto che reprimere o ignorare l'accaduto. (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)
35. Un docente che comprende il disagio emotivo di un alunno ma non riesce a instaurare con lui una relazione comunicativa efficace mostra una carenza principalmente in quale competenza del modello di Goleman?
Comprendere il vissuto altrui (empatia) non equivale automaticamente a saper gestire la relazione comunicativa: quest'ultima competenza corrisponde alle abilità sociali nel modello di Goleman. (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)