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❤️ Empatia, intelligenza emotiva, creatività e relazione educativa

Un'area distintiva del bando TFA sostegno

Le competenze su empatia, intelligenza emotiva e creatività costituiscono un'area specifica e caratterizzante della prova preselettiva del TFA sostegno, perché la relazione con l'alunno con disabilità richiede al docente specializzato non solo conoscenze normative e didattiche, ma anche una solida competenza socio-emotiva e relazionale.

Empatia

L'empatia è la capacità di comprendere e condividere gli stati emotivi altrui: si distingue una componente cognitiva, il cosiddetto 'perspective taking' (comprendere il punto di vista dell'altro), e una componente affettiva (condividerne l'emozione). Nella relazione educativa l'empatia si traduce nell'ascolto attivo teorizzato da Carl Rogers: attenzione piena, non giudicante, orientata a comprendere il vissuto dell'alunno prima di intervenire con valutazioni o soluzioni. Vengono richiamati, con cautela scientifica, anche i contributi di Rizzolatti sui neuroni specchio e il concetto di teoria della mente.

Intelligenza emotiva

Il modello più citato è quello di Daniel Goleman, che individua cinque competenze: consapevolezza di sé, autoregolazione (padronanza di sé), motivazione, empatia e abilità sociali. Le prime tre riguardano la dimensione intrapersonale, le ultime due quella interpersonale. Un riferimento complementare è il modello di Salovey e Mayer, che descrive l'intelligenza emotiva come l'insieme delle abilità di percepire, usare, comprendere e gestire le emozioni. A scuola questi modelli si traducono nell'alfabetizzazione emotiva: percorsi che insegnano agli alunni a riconoscere, nominare e regolare le proprie emozioni.

Creatività e pensiero divergente

Joy Paul Guilford distingue il pensiero convergente, orientato a un'unica soluzione corretta, dal pensiero divergente, capace di generare più soluzioni originali secondo le componenti di fluidità, flessibilità, originalità ed elaborazione. Edward De Bono ha teorizzato il pensiero laterale, un approccio che rompe gli schemi abituali per trovare soluzioni indirette. Tecniche come il brainstorming e una didattica che tollera l'errore e valorizza l'iniziativa personale sono coerenti con una creatività intesa come competenza educabile.

Relazione educativa e comunicazione

La relazione docente-alunno si fonda sulla cura educativa, sull'autorevolezza (distinta dall'autoritarismo) e sull'accettazione incondizionata teorizzata da Rogers. L'effetto Pigmalione mostra come le aspettative dell'insegnante influenzino i risultati degli alunni. Gli assiomi della comunicazione di Watzlawick (impossibilità di non comunicare, livelli di contenuto e di relazione, punteggiatura delle sequenze, comunicazione digitale e analogica, relazioni simmetriche e complementari) offrono strumenti per leggere la comunicazione verbale, non verbale e paraverbale, il feedback efficace e la gestione costruttiva dei conflitti in classe.

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Preguntas de muestra (35)

1. In ambito psicopedagogico, l'empatia è definita come:

  1. La capacità di controllare le proprie emozioni per non manifestarle mai in pubblico
  2. La capacità di comprendere e condividere gli stati emotivi di un'altra persona, mettendosi nella sua prospettiva
  3. La capacità di persuadere gli altri a condividere il proprio punto di vista
  4. La capacità di memorizzare rapidamente informazioni fornite da altre persone

L'empatia è la capacità di comprendere e condividere gli stati emotivi altrui, integrando una componente cognitiva (comprendere) e una affettiva (condividere). (Competenze socio-emotive — empatia)

2. Quali sono le due componenti classicamente distinte dell'empatia?

  1. Componente verbale e componente motoria
  2. Componente genetica e componente ambientale
  3. Componente esplicita e componente normativa
  4. Componente cognitiva e componente affettiva

L'empatia si articola in una componente cognitiva (perspective taking, comprendere il punto di vista altrui) e una componente affettiva (condividere l'emozione provata dall'altro). (Competenze socio-emotive — empatia)

3. Il 'perspective taking', ovvero la capacità di rappresentarsi mentalmente il punto di vista di un'altra persona, appartiene principalmente a quale componente dell'empatia?

  1. Alla componente cognitiva
  2. Alla componente affettiva
  3. Alla componente motoria
  4. Alla componente linguistica

Il perspective taking, cioè il comprendere il punto di vista e lo stato mentale altrui, è l'aspetto cognitivo dell'empatia, distinto dalla condivisione emotiva (componente affettiva). (Competenze socio-emotive — empatia)

4. Secondo Carl Rogers, l'ascolto attivo nella relazione d'aiuto si caratterizza principalmente per:

  1. L'interruzione tempestiva dell'interlocutore per correggere le sue affermazioni errate
  2. L'attenzione piena all'interlocutore, senza giudicare, per comprenderne il vissuto e i sentimenti
  3. La formulazione immediata di consigli pratici e soluzioni al problema esposto
  4. La ripetizione meccanica e letterale di ogni frase pronunciata dall'interlocutore

Per Rogers l'ascolto attivo implica un'attenzione autentica e non giudicante verso l'altro, funzionale a comprenderne pienamente vissuto ed emozioni, elemento centrale dell'approccio centrato sulla persona. (Competenze socio-emotive — empatia)

5. Un alunno racconta all'insegnante di essere stato escluso dai compagni durante la ricreazione, mostrandosi triste. L'insegnante risponde: 'Capisco che questa esclusione ti abbia fatto stare male, deve essere stato doloroso per te'. Questa risposta è un esempio di:

  1. Rinforzo negativo finalizzato a estinguere il comportamento lamentoso dell'alunno
  2. Comunicazione valutativa che giudica la reazione emotiva dell'alunno come eccessiva
  3. Comunicazione empatica che riconosce e restituisce il vissuto emotivo dell'alunno
  4. Comunicazione regolativa finalizzata a impartire una regola di comportamento

L'insegnante restituisce all'alunno il proprio vissuto emotivo riconoscendolo come legittimo, senza giudicarlo: è un esempio tipico di comunicazione empatica nella relazione educativa. (Competenze socio-emotive — empatia)

6. Secondo il modello di Daniel Goleman, l'intelligenza emotiva si articola in cinque competenze fondamentali, tra cui:

  1. Memoria, attenzione, percezione, linguaggio e ragionamento logico
  2. Consapevolezza di sé, autoregolazione, motivazione, empatia e abilità sociali
  3. Intelligenza linguistica, logico-matematica, spaziale, musicale e corporeo-cinestetica
  4. Assimilazione, accomodamento, equilibrazione, schema e conservazione

Goleman individua cinque competenze dell'intelligenza emotiva: consapevolezza di sé, autoregolazione (padronanza di sé), motivazione, empatia e abilità sociali. (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)

7. Nel modello di Goleman, la 'consapevolezza di sé' consiste in:

  1. La capacità di reprimere sistematicamente ogni emozione provata
  2. La capacità di comprendere le emozioni altrui mettendosi nei loro panni
  3. La capacità di riconoscere le proprie emozioni, i propri stati d'animo e il loro effetto sugli altri
  4. La capacità di stabilire relazioni positive e gestire i conflitti con gli altri

La consapevolezza di sé è la capacità di riconoscere e comprendere le proprie emozioni e il loro impatto; è distinta dall'empatia (comprendere le emozioni altrui) e dalle abilità sociali. (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)

8. Nel modello di Goleman, la competenza denominata 'autoregolazione' (o padronanza di sé) riguarda principalmente:

  1. La capacità di riconoscere in modo immediato le emozioni espresse dal volto altrui
  2. La capacità di motivare un gruppo di lavoro verso un obiettivo condiviso
  3. La capacità di adattare il proprio linguaggio al contesto comunicativo
  4. La capacità di gestire e controllare i propri impulsi e stati emotivi in modo funzionale al contesto

L'autoregolazione consiste nella gestione dei propri impulsi ed emozioni in modo appropriato al contesto, distinta dall'empatia (riguardante le emozioni altrui) e dalle abilità sociali. (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)

9. Nel modello di Goleman, la competenza 'motivazione' come componente dell'intelligenza emotiva è intesa principalmente come:

  1. Un incentivo esterno, come un premio o un voto, erogato per indurre un comportamento
  2. Una tendenza emotiva interiore che orienta e sostiene il perseguimento degli obiettivi, anche di fronte a ostacoli
  3. La capacità di comprendere il punto di vista emotivo di un'altra persona
  4. La capacità di negoziare e risolvere conflitti interpersonali all'interno di un gruppo

Per Goleman la motivazione, come competenza emotiva, è una propensione interiore (passione, perseveranza, ottimismo) che sostiene l'impegno verso gli obiettivi, distinta dalla motivazione estrinseca esterna. (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)

10. Quale delle seguenti NON è una delle cinque competenze dell'intelligenza emotiva secondo Goleman?

  1. L'autoregolazione
  2. Le abilità sociali
  3. Il pensiero divergente
  4. La consapevolezza di sé

Il pensiero divergente è un costrutto legato alla creatività (Guilford), non una delle cinque competenze dell'intelligenza emotiva di Goleman (consapevolezza di sé, autoregolazione, motivazione, empatia, abilità sociali). (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)

11. Durante una lezione, un insegnante viene contraddetto in modo provocatorio da un alunno davanti alla classe. Invece di reagire con rabbia, l'insegnante fa un respiro, mantiene un tono calmo e risponde in modo pacato. Questo comportamento è un esempio dell'esercizio di quale competenza dell'intelligenza emotiva?

  1. Empatia
  2. Autoregolazione
  3. Abilità sociali
  4. Motivazione

Il controllo dell'impulso emotivo (rabbia) in una situazione provocatoria, mantenendo un comportamento funzionale al contesto, è un esempio tipico di autoregolazione (padronanza di sé). (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)

12. Secondo Joy Paul Guilford, il pensiero divergente è definito come:

  1. Un modo di pensare che genera molteplici soluzioni originali a partire da uno stesso problema
  2. Un modo di pensare che converge verso un'unica soluzione corretta e predeterminata
  3. La capacità di memorizzare informazioni in modo rapido e duraturo
  4. La capacità di applicare in modo rigoroso regole logico-deduttive

Il pensiero divergente, secondo Guilford, è la capacità di generare più soluzioni possibili e originali a partire da uno stesso stimolo o problema, alla base della creatività. (Competenze socio-emotive — creatività)

13. In contrapposizione al pensiero divergente, il pensiero convergente descritto da Guilford si caratterizza per:

  1. La ricerca di un'unica soluzione corretta a un problema, tipica dei test di intelligenza tradizionali
  2. La produzione di numerose soluzioni originali e alternative a un problema
  3. L'associazione libera e casuale di idee lontane tra loro
  4. L'uso esclusivo dell'intuizione a scapito della logica

Il pensiero convergente è orientato a individuare l'unica risposta corretta a un problema ben definito, mentre il pensiero divergente genera molteplici soluzioni possibili. (Competenze socio-emotive — creatività)

14. Guilford individua tra le componenti del pensiero divergente la 'fluidità', intesa come:

  1. La capacità di modificare il proprio punto di vista e cambiare categoria di idee
  2. La capacità di produrre un elevato numero di idee in risposta a uno stimolo
  3. La capacità di produrre idee non comuni e statisticamente rare
  4. La capacità di arricchire un'idea con dettagli e particolari

La fluidità è la capacità di generare un gran numero di idee; le altre componenti individuate da Guilford sono flessibilità (cambiare categoria), originalità (idee rare) ed elaborazione (arricchire i dettagli). (Competenze socio-emotive — creatività)

15. Il 'pensiero laterale', concetto elaborato da Edward De Bono, si riferisce a:

  1. Un approccio creativo che affronta i problemi in modo indiretto e non convenzionale, superando gli schemi abituali
  2. Un metodo di verifica logico-deduttiva per validare una soluzione già individuata
  3. Un metodo di memorizzazione basato sulla ripetizione sistematica
  4. Un modello di sviluppo cognitivo articolato in stadi successivi

De Bono ha teorizzato il pensiero laterale come approccio creativo che rompe gli schemi mentali abituali, cercando soluzioni indirette e alternative rispetto al pensiero logico-sequenziale. (Competenze socio-emotive — creatività)

16. Un insegnante propone alla classe un brainstorming in cui invita gli alunni a proporre quante più idee possibili per riutilizzare materiali di scarto, senza giudicarle nell'immediato. Questa attività didattica intende sollecitare principalmente:

  1. Il pensiero convergente attraverso la selezione dell'unica soluzione corretta
  2. La memorizzazione di procedure standardizzate di riciclo
  3. Il pensiero divergente attraverso la produzione libera di molte idee alternative
  4. L'applicazione di un algoritmo logico predefinito

Il brainstorming, sospendendo il giudizio e favorendo la produzione libera di molte idee, è una tecnica tipica per stimolare il pensiero divergente e la creatività. (Competenze socio-emotive — creatività)

17. Nella relazione educativa, l'autorevolezza dell'insegnante si distingue dall'autoritarismo perché:

  1. Si fonda sull'imposizione di regole rigide senza possibilità di dialogo o confronto
  2. Si fonda sull'assenza totale di regole e di limiti nella gestione della classe
  3. Si fonda sul riconoscimento della competenza e della cura educativa, unendo regole chiare e ascolto dell'alunno
  4. Si fonda sull'uso sistematico di punizioni per ottenere obbedienza

L'autorevolezza coniuga la fermezza nelle regole con l'ascolto e la cura della relazione, mentre l'autoritarismo si fonda sull'imposizione senza dialogo, spesso su punizione e assenza di ascolto. (Competenze socio-emotive — relazione)

18. L''effetto Pigmalione' in ambito educativo indica che:

  1. Le aspettative dell'insegnante nei confronti di un alunno possono influenzarne i risultati e i comportamenti
  2. Gli alunni con voti più alti sviluppano automaticamente maggiore autostima
  3. Il rendimento scolastico dipende esclusivamente dalle capacità cognitive innate dell'alunno
  4. Le aspettative familiari non hanno alcuna influenza sul rendimento scolastico

L'effetto Pigmalione (o profezia che si autoavvera) descrive come le aspettative implicite ed esplicite dell'insegnante possano influenzare, in positivo o in negativo, i risultati e i comportamenti dell'alunno. (Competenze socio-emotive — relazione)

19. Nell'approccio centrato sulla persona di Carl Rogers, l''accettazione incondizionata' (unconditional positive regard) consiste nel:

  1. Accogliere l'altro come persona di valore indipendentemente dai suoi comportamenti o dalle sue idee
  2. Approvare esplicitamente ogni comportamento manifestato dall'altra persona, anche se dannoso
  3. Concedere fiducia solo dopo che la persona ha dimostrato di meritarla con i risultati
  4. Valutare positivamente solo i comportamenti coerenti con le aspettative dell'educatore

L'accettazione incondizionata è il riconoscimento del valore della persona in quanto tale, a prescindere dai suoi comportamenti, distinta dall'approvazione indiscriminata di ogni condotta. (Competenze socio-emotive — relazione)

20. Un insegnante che desidera favorire un clima di classe motivante dovrebbe preferibilmente:

  1. Confrontare pubblicamente i risultati degli alunni per stimolare la competizione tra i peggiori e i migliori
  2. Valorizzare i progressi individuali, offrire feedback costruttivi e promuovere la cooperazione tra alunni
  3. Evitare qualsiasi feedback per non condizionare l'autostima degli alunni
  4. Applicare le stesse consegne e gli stessi tempi a tutti gli alunni, senza eccezioni

Un clima motivante si costruisce valorizzando i progressi individuali, offrendo feedback costruttivi e promuovendo la cooperazione, in linea con i principi della relazione educativa positiva. (Competenze socio-emotive — relazione)

21. Un docente nota episodi ripetuti di esclusione di un alunno da parte dei compagni. Per prevenire la strutturazione di dinamiche di bullismo, l'intervento più adeguato è:

  1. Affrontare apertamente la dinamica di gruppo, promuovendo attività cooperative e discutendo le conseguenze emotive dell'esclusione
  2. Ignorare l'episodio confidando in una risoluzione spontanea da parte degli alunni
  3. Punire severamente l'intero gruppo classe senza distinguere i ruoli e le responsabilità
  4. Trasferire l'alunno escluso in un'altra sezione per allontanarlo dal gruppo

La prevenzione del bullismo richiede un intervento attivo sulla dinamica di gruppo, con attività cooperative e riflessione condivisa sulle conseguenze emotive dei comportamenti di esclusione. (Competenze socio-emotive — relazione)

22. Il primo assioma della comunicazione elaborato dalla Scuola di Palo Alto (Watzlawick) afferma che:

  1. Ogni comunicazione avviene esclusivamente attraverso il canale verbale
  2. La comunicazione efficace richiede sempre la presenza fisica degli interlocutori
  3. È impossibile non comunicare, poiché in un'interazione ogni comportamento ha valore di messaggio
  4. Solo la comunicazione intenzionale ha valore relazionale

Il primo assioma di Watzlawick afferma che, in un contesto interattivo, ogni comportamento ha valore comunicativo: è impossibile non comunicare, anche restando in silenzio. (Competenze socio-emotive — relazione)

23. Secondo il secondo assioma della comunicazione di Watzlawick, ogni comunicazione possiede:

  1. Solo un aspetto di contenuto, indipendente dal contesto relazionale
  2. Solo un aspetto non verbale, privo di significato semantico
  3. Un valore univoco e indipendente dall'interpretazione del ricevente
  4. Un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione, quest'ultimo che qualifica il primo

Il secondo assioma distingue nella comunicazione un livello di contenuto (l'informazione trasmessa) e un livello di relazione (come va interpretato il contenuto, che qualifica la relazione tra gli interlocutori). (Competenze socio-emotive — relazione)

24. Nella comunicazione in classe, il tono di voce, la postura e l'espressione del volto dell'insegnante rientrano nella:

  1. Comunicazione scritta formale
  2. Comunicazione non verbale e paraverbale
  3. Comunicazione digitale in senso stretto secondo Watzlawick
  4. Comunicazione metacognitiva

Tono di voce, postura ed espressioni del volto costituiscono la comunicazione paraverbale e non verbale, che accompagna e qualifica il messaggio verbale. (Competenze socio-emotive — relazione)

25. Durante un colloquio con la famiglia di un alunno in difficoltà, l'insegnante utilizza un feedback descrittivo e specifico sui comportamenti osservati, evitando giudizi generali sulla persona. Questa modalità comunicativa è efficace perché:

  1. Riduce il rischio di reazioni difensive e favorisce un dialogo costruttivo orientato al miglioramento
  2. Garantisce che la famiglia accetti senza obiezioni ogni indicazione dell'insegnante
  3. Elimina completamente la componente relazionale della comunicazione
  4. Sposta l'attenzione dai comportamenti specifici a un giudizio complessivo sulla famiglia

Un feedback descrittivo, centrato sui comportamenti osservabili e non sul giudizio della persona, riduce le reazioni difensive e favorisce una comunicazione efficace e costruttiva. (Competenze socio-emotive — relazione)

26. Gli studi di Giacomo Rizzolatti sui 'neuroni specchio' sono spesso richiamati, seppure con cautela, come possibile base neurobiologica di quale competenza socio-emotiva?

  1. La memoria di lavoro, in quanto meccanismo di ritenzione delle informazioni
  2. Il pensiero divergente, in quanto meccanismo di produzione di idee originali
  3. L'empatia, in quanto meccanismo di risonanza rispetto alle azioni ed emozioni altrui
  4. L'attenzione selettiva, in quanto meccanismo di filtro degli stimoli

I neuroni specchio, scoperti da Rizzolatti, si attivano sia nell'esecuzione sia nell'osservazione di un'azione e sono richiamati, con cautela scientifica, come possibile correlato neurobiologico dell'empatia. (Competenze socio-emotive — empatia)

27. La 'teoria della mente' indica la capacità di:

  1. Memorizzare in modo duraturo informazioni di natura teorica
  2. Attribuire agli altri stati mentali, credenze e intenzioni distinti dai propri
  3. Elaborare velocemente calcoli matematici complessi
  4. Applicare regole grammaticali in modo automatico

La teoria della mente è la capacità di rappresentarsi gli stati mentali altrui (credenze, desideri, intenzioni) come distinti dai propri, competenza connessa allo sviluppo dell'empatia. (Competenze socio-emotive — empatia)

28. Nella relazione educativa, l'accoglienza empatica dell'alunno da parte del docente si manifesta principalmente attraverso:

  1. L'applicazione rigida e uniforme delle stesse regole a prescindere dal contesto emotivo
  2. La minimizzazione sistematica delle difficoltà espresse dall'alunno
  3. Il distacco emotivo necessario a mantenere l'autorità in classe
  4. La disponibilità a comprendere il vissuto dell'alunno prima di intervenire con valutazioni o soluzioni

L'accoglienza empatica implica disponibilità a comprendere il vissuto dell'alunno, sospendendo il giudizio immediato, come condizione per una relazione educativa efficace. (Competenze socio-emotive — empatia)

29. Provare tristezza nel vedere un compagno di classe piangere, condividendone lo stato emotivo, è un'espressione prevalente di quale componente dell'empatia?

  1. La componente cognitiva
  2. La componente linguistica
  3. La componente affettiva
  4. La componente metacognitiva

La condivisione diretta dello stato emotivo altrui, provare un'emozione simile a quella osservata, è espressione della componente affettiva dell'empatia, distinta dalla componente cognitiva (comprendere senza necessariamente condividere). (Competenze socio-emotive — empatia)

30. Un insegnante di sostegno osserva che un alunno con disabilità evita il contatto visivo e si mostra a disagio durante un lavoro di gruppo rumoroso. Un atteggiamento empatico adeguato consiste nel:

  1. Obbligare l'alunno a partecipare attivamente per abituarlo gradualmente al rumore del gruppo
  2. Ignorare il segnale di disagio, ritenendolo irrilevante ai fini didattici
  3. Allontanare l'alunno dalla classe per l'intera durata dell'attività di gruppo
  4. Cercare di comprendere il vissuto dell'alunno e adattare il contesto, ad esempio riducendo gli stimoli, senza forzarlo alla partecipazione immediata

Un approccio empatico richiede di comprendere il vissuto dell'alunno e adattare il contesto alle sue esigenze, evitando sia l'imposizione forzata sia l'esclusione, in coerenza con la cura educativa. (Competenze socio-emotive — empatia)

31. Il modello di Peter Salovey e John Mayer descrive l'intelligenza emotiva come l'insieme di abilità che comprendono:

  1. Percepire, utilizzare, comprendere e gestire le emozioni
  2. Memorizzare, calcolare, classificare e dedurre
  3. Osservare, descrivere, ripetere e valutare comportamenti motori
  4. Leggere, scrivere, ascoltare e parlare in una lingua straniera

Salovey e Mayer definiscono l'intelligenza emotiva come un insieme di abilità (modello 'ability model') che include il percepire, l'usare, il comprendere e il gestire le emozioni proprie e altrui. (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)

32. Nel modello di Goleman, le 'abilità sociali' come componente dell'intelligenza emotiva riguardano principalmente:

  1. La capacità di riconoscere le proprie emozioni in tempo reale
  2. La capacità di gestire le relazioni, comunicare efficacemente e collaborare con gli altri
  3. La capacità di mantenere la concentrazione su un obiettivo a lungo termine
  4. La capacità di controllare gli impulsi emotivi negativi

Le abilità sociali riguardano la capacità di gestire efficacemente le relazioni interpersonali, comunicare e collaborare, distinguendosi dalla consapevolezza di sé e dall'autoregolazione, riferite alla dimensione intrapersonale. (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)

33. L''alfabetizzazione emotiva' a scuola si riferisce principalmente a:

  1. Un percorso educativo che insegna agli alunni a riconoscere, nominare e gestire le proprie emozioni
  2. Un programma finalizzato esclusivamente all'apprendimento della lettura e della scrittura
  3. Una valutazione standardizzata delle competenze logico-matematiche
  4. Un metodo per accelerare l'acquisizione del lessico in lingua straniera

L'alfabetizzazione emotiva è un percorso educativo mirato a sviluppare negli alunni la capacità di riconoscere, nominare, esprimere e gestire le proprie emozioni, favorendo la competenza emotiva. (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)

34. Per favorire la regolazione delle emozioni in classe dopo un episodio di forte agitazione collettiva, un intervento coerente con l'alfabetizzazione emotiva consiste nel:

  1. Rimproverare severamente l'intera classe senza discutere l'accaduto
  2. Aiutare gli alunni a riconoscere e nominare l'emozione provata, proponendo strategie condivise per calmarsi
  3. Ignorare l'episodio e proseguire immediatamente con la lezione programmata
  4. Isolare temporaneamente tutti gli alunni coinvolti senza alcun confronto verbale

Un intervento coerente con l'alfabetizzazione emotiva aiuta gli alunni a riconoscere e nominare le emozioni provate e a individuare strategie condivise di regolazione, piuttosto che reprimere o ignorare l'accaduto. (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)

35. Un docente che comprende il disagio emotivo di un alunno ma non riesce a instaurare con lui una relazione comunicativa efficace mostra una carenza principalmente in quale competenza del modello di Goleman?

  1. L'empatia
  2. La consapevolezza di sé
  3. La motivazione
  4. Le abilità sociali

Comprendere il vissuto altrui (empatia) non equivale automaticamente a saper gestire la relazione comunicativa: quest'ultima competenza corrisponde alle abilità sociali nel modello di Goleman. (Competenze socio-emotive — intelligenza emotiva)

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